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Viterbo - La decisione della storica azienda di termoidraulica con più di 120 dipendenti in una lettera inviata ai sindacati

Aquilanti: “Chiudiamo dieci fialiali, l’80% del personale finirà in cassa integrazione”

di Daniele Camilli
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Viterbo – Aquilanti chiude dieci filiali in tutto il centro Italia. A partire da oggi. Resta aperta solo la sede di Viterbo, anche come punto vendita. Otto lavoratori su dieci finiranno probabilmente in cassa integrazione a zero ore.

La storica azienda di termoidraulica, in liquidazione dal 20 ottobre, presente sul territorio viterbese da più di 50 anni, e con oltre 120 dipendenti, di cui una quarantina nel capoluogo della Tuscia, chiude una sede in provincia di Viterbo, 3 in quella di Roma, una a Rieti, una a Orvieto in Umbria e 4 in Toscana. Le sedi sono le seguenti: Civita Castellana, Civitavecchia, Roma Salaria, Roma Tuscolana, Rieti, Barberino Val D’Elsa, Firenze Ponte a Ema Point, Follonica, Orbetello e Orvieto.

Non solo, ma pare anche che negli ultimi tempi vi siano state dimissioni in massa dall’azienda da parte di diversi lavoratori. Una quarantina in tutto. 


Aquilanti

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A dare le notizie è la stessa azienda Aquilanti in una lettera inviata una manciata di giorni fa alle organizzazioni sindacali, confermando inoltre nella stessa la messa in liquidazione della società. Nel frattempo pare che i sindacati abbiano chiesto e ottenuto un incontro con il prefetto Giovanni Bruno che si dovrebbe tenere in settimana. Alcuni dicono anche nelle prossime ore. 

“La Aquilanti spa – si legge nella lettera spedita ai sindacati di categoria – richiedeva in data 26 febbraio 2019 l’ammissione al concordato preventivo in continuità a seguito di una profonda crisi aziendale che ha ottenuto l’omologa dal Tribunale di Viterbo in data 26 febbraio 2021. Il 12 novembre 2019, per fronteggiare la crisi, è stata presentata domanda di Cigs per crisi aziendale autorizzata con decreto ministeriale n. 104172 del 24 gennaio 2020, poi sospesa a causa dell’imprevista situazione epidemiologica Covid-19, con l’accesso alla cassa integrazione guadagni in deroga causale Covid-19 nazionale. Ma, nonostante il ricorso agli ammortizzatori sociali, la situazione economica finanziaria si è aggravata ulteriormente anche a causa delle pesanti ripercussioni legate all’evento pandemico”. 

“Pertanto – prosegue la lettera firmata dal liquidatore – avendo valutato tutte le situazioni possibili per salvare l’azienda, salvaguardare i dipendenti e tutelare tutti i creditori, in data 20 ottobre 2021 si è ritenuto opportuno mettere in liquidazione la società e nominare il liquidatore. Il liquidatore, dopo un’accurata verifica della situazione economica della Aquilanti spa, delle problematiche legate ai rilievi dei magazzini e all’inventario in corso, ha ritenuto opportuno trasferire tutte le merci presenti nelle filiali dislocate nel territorio, nella sede di Viterbo dove proseguirà la vendita con la conseguente chiusura delle altre sedi. Decisione scaturita anche dall’impossibilità di proseguire l’attività nelle sedi secondarie a causa delle dimissioni di massa di personale dipendente, circa quaranta unità, che sono state presentate nelle ultime settimane”.

“Stante quanto precede – si aggiunge sempre nella lettera inviata dalla società Aquilanti ai sindacati – per le problematiche esposte, per motivi organizzativi e di sicurezza del lavoro il 4 novembre 2021 verranno chiuse le filiali di Civita Castellana, Civitavecchia, Roma Salaria, Roma Tuscolana, Rieti, Barberino Val D’Elsa, Firenze Ponte a Ema Point, Follonica, Orbetello, Orvieto e resteranno aperte solo la sede di Viterbo e il relativo Cedi”.

“La società – si conclude infine nella lettera – con la massima celerità, chiederà un nuovo incontro presso il ministero del lavoro per la modifica della cassa integrazione guadagni speciale, allo scopo di ampliare l’ammortizzatore sociale anzidetto che coinvolgerà presumibilmente l’80% del personale in forza a zero ore. A tal fine, seguirà a breve una comunicazione alle parti sociali per l’avvio della procedure di informazione e consultazione”.

Daniele Camilli


“Aquilanti in liquidazione, più di 40 posti di lavoro a rischio in tutta la Tuscia”


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4 novembre, 2021

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