Folla di persone
Viterbo – Lazio in zona a Natale? Il rischio c’è. Intanto il prefetto chiederà a tutti i comuni di imporre le mascherine anche all’aperto.
Il passaggio di una regione nella prima fascia a colori è determinato da tre parametri: incidenza sopra i 50 casi di Covid-19 ogni 100mila abitanti, occupazione dei letti in terapia intensiva al di sopra del 10% e occupazione dei letti in area medica al di sopra del 15%.
Nel Lazio i dati dell’Agenas sono eloquenti e parlano di un’incidenza settimanale di oltre 156 casi ogni 100mila abitanti (numero relativo alla settimana dal 15 al 21 novembre), che unita alla percentuale dei letti in terapia intensiva che ha raggiunto il limite del 10% lascia solamente l’occupazione dei letti in area medica con valori al di sotto della media.
Coronavirus – L’incidenza di Covid-19 ogni 100mila abitanti nel Lazio
Quest’ultimo dato, sempre secondo l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, è dell’11% e proprio sulla stabilità di questo indicatore che si gioca la partita delle prossime settimane. In caso di salita, il Lazio è destinato a fare la stessa fine del Friuli Venezia Giulia e dell’Alto Adige: il primo già in zona gialla e il secondo che ci tornerà ufficialmente da lunedì.
Confrontando i dati dei ricoveri per Covid di un mese fa e quelli attuali, la situazione non fa ben sperare: il 29 ottobre il Lazio aveva 49 pazienti in terapia intensiva e 376 in area medica mentre ieri, 30 novembre, aveva 97 pazienti in terapia intensiva e 708 in area medica. Nell’arco di un mese entrambi i numeri sono sostanzialmente raddoppiati.
Coronavirus – L’occupazione dei letti in terapia intensiva e l’occupazione dei letti in area medica nel Lazio
“A Natale manca ancora un mese circa, credo che con comportamenti corretti e la vaccinazione la zona gialla si possa evitare – ha spiegato ieri il presidente della regione Nicola Zingaretti a radio Capital –. Dobbiamo ancora combattere, non abbassiamo la guardia anche per questo. Combattere significa correre con la terza dose e soprattutto nei luoghi affollati e nelle vie del commercio e sicuramente al chiuso indossare la mascherina. Siamo stati la regione che nella precedente ondata ha avuto meno giorni in zona gialla. Non bisogna aver paura, ma dobbiamo lavorare per poterlo evitare.
Non dobbiamo mai dimenticarci che i dati non sono figli del caso o del destino, ma sono strettamente collegati ai comportamenti individuali di tutti. Bisogna prima di tutto vaccinarsi, e poi rispetto all’inverno e al fatto che ci si frequenta di più per il Natale bisogna stare più attenti: se c’è più responsabilità c’è più sicurezza. Siamo già in una fase di pre allerta e quindi di predisposizione. La cosa molto indicativa è che l’incidenza dei ricoveri in terapia intensiva tra i vaccinati è del 90% in meno rispetto a quella dei non vaccinati, e che i ricoverati in terapia intensiva questa volta sono il 70% in meno rispetto ai 355 dello stesso periodo dell’anno scorso. E’ l’ennesima conferma che il vaccino è lo scudo contro il Covid, e lo è anche questa volta”.
La situazione è preoccupante tanto che il prefetto di Viterbo, Giovanni Bruno, starebbe per chiedere, con una lettera formale a tutti i sindaci dei comuni della Tuscia, di imporre le mascherine all’aperto. Questo per limitare al massimo la diffusione del virus e rendere possibile un Natale normale. Il prefetto avrebbe annunciato ieri la decisione durante l’incontro con le forze dell’ordine e amministratori locali, Aumentano anche i controlli per l’applicazione delle direttive anti-Covid.
Samuele Sansonetti
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