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Cronaca - È stata badessa per venti anni del monastero dell’ordine benedettino – Per i suoi scritti può essere considerata “messaggera” di Dio sulla Terra – Il 29 gennaio si aprirà la fase diocesana presieduta dal vescovo Lino Fumagalli nella sala delle biblioteche di palazzo dei Papi di Viterbo

Maria Cecilia Baij, inizia il processo di beatificazione e canonizzazione per la monaca di Montefiascone

di Michele Mari
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Montefiascone - La stanza di Maria Cecilia Baij nel monastero San Pietro delle Benedettine

Montefiascone – La stanza di Maria Cecilia Baij nel monastero San Pietro delle Benedettine


Montefiascone – Maria Cecilia Baij, inizia il processo di beatificazione e canonizzazione per la monaca di Montefiascone.

Madre Maria Cecilia Baij, nata a Montefiascone il 4 gennaio 1694 e deceduta il 6 gennaio 1766, era monaca professa dell’ordine benedettino del monastero di Montefiascone. Per venti anni è stata badessa della comunità.

Proprio in occasione dell’inizio del processo di beatificazione e di canonizzazione di Maria Cecilia Baij, in sostanza il percorso per proclamarla santa, sabato 29 gennaio ci sarà l’apertura della fase diocesana presieduta dal vescovo di Viterbo Lino Fumagalli alle 12 nella sala “delle biblioteche” presso il Cedido (Centro diocesano di documentazione per la storia e la cultura religiosa) di palazzo dei Papi di Viterbo.

L’iniziativa verrà trasmessa via streaming nei canali social della diocesi di Viterbo.


Montefiascone - La maschera funeraria di Maria Cecilia Baij

Montefiascone – La maschera funeraria di Maria Cecilia Baij


Maria Cecilia Baij nacque a Montefiascone il 4 gennaio 1694 e il 16 maggio 1711 entrò come “educanda” nel monastero della Duchessa delle Cistercensi di Viterbo e poi il 12 aprile 1713 in quello delle Benedettine di Montefiascone. Successivamente l’11 luglio di quell’anno fu ammessa alla vestizione e prese i voti religiosi il 26 agosto 1714.

Ebbe una vita religiosa travagliata a causa di alcune malattie e ai difficili rapporti con le consorelle, in particolare con quelle prive di vocazione chiuse per forza nel monastero.


Montefiascone - La stanza di Maria Cecilia Baij nel monastero San Pietro delle Benedettine

Montefiascone – La stanza di Maria Cecilia Baij nel monastero San Pietro delle Benedettine


Madre Cecilia superò ogni sorta di prove, interne ed esterne: dalle persecuzioni delle monache all’asprezza dei confessori.

Nel 1731 cominciò a scrivere la “La vita interna di Gesù” a cui seguirono “La vita di Giuseppe” e nel 1742 “La vita di San Giovanni Battista”.


Montefiascone - La stanza di Maria Cecilia Baij nel monastero San Pietro delle Benedettine

Montefiascone – La stanza di Maria Cecilia Baij nel monastero San Pietro delle Benedettine


Grazie a queste tre opere, con le quali la benedettina ha trasmesso un vivo senso dell’amore di Dio e la devozione al cuore di Gesù, può essere considerata “messaggera” di Dio sulla Terra nonché mistica del XVIII secolo. Infatti questi scritti sono le pietre miliari della storia mistica di tutti i tempi e la confermano come apostola e messaggera dell’amore di Dio.

Testi che sono il frutto di intime ispirazioni e illuminazioni che Cecilia aveva e che, in obbedienza al confessore, fedelmente trascriveva. Alcune di queste, arrivate anche alla quarta edizione, sono state tradotte nel tempo in tedesco, francese, inglese, portoghese, polacco e anche in altre lingue.


Montefiascone - Maria Cecilia Baij

Montefiascone – Maria Cecilia Baij


Maria Cecilia Baij fu anche infermiera, portinaia, maestra delle novizie, sagrestana e infine badessa per circa venti anni del monastero di Montefiascone.

Morì il 6 gennaio 1766 all’età di 71 anni. Subito dopo la sua morte, per avere un ricordo, le monache si preoccuparono di avere una maschera funeraria del suo volto; e poi fecero dipingere una tela con la sua figura nell’atto di leggere un libro per l’orazione mentale davanti al crocifisso.

Proprio questa tela è conservata di fronte all’ingresso della stanza di Maria Cecilia Baij all’interno del monastero San Pietro delle Benedettine del Santissimo Sacramento di via Garibaldi a Montefiascone.


Montefiascone - La stanza di Maria Cecilia Baij nel monastero San Pietro delle Benedettine

Montefiascone – La stanza di Maria Cecilia Baij nel monastero San Pietro delle Benedettine


In questa piccola “celletta” di pochi metri quadrati c’è tutta la vita della religiosa: dagli strumenti di penitenza al “suo” crocefisso, dagli scritti originali al volto di cera conservato in una teca fino alle orchidee sulla finestra lasciate dai fedeli.


Montefiascone - La stanza di Maria Cecilia Baij nel monastero San Pietro delle Benedettine

Montefiascone – La stanza di Maria Cecilia Baij nel monastero San Pietro delle Benedettine


Le monache di San Pietro di Montefiascone fanno sapere che chiunque ricevesse grazie o miracoli invocando Madre Maria Cecilia Baij può scrivere alla mail madrececiliabaij@gmail.com. La loro chiesa è aperta ai fedeli e il giovedì c’è l’esposizione del Sacramento: sono infatti Benedettine del Santissimo Sacramento.

Il processo di beatificazione e canonizzazione di Maria Cecilia Baij potrebbe portare la monaca ad essere proclamata Santa e sarebbe la seconda a Montefiascone dopo Lucia Filippini.

Michele Mari


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12 gennaio, 2022

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