Viterbo – “In un momento drammatico hanno detto chissenefrega, lasciamo la città senza governo e andiamo a casa”. L’incontro al Salus Terme dell’ex sindaco Giovanni Arena parte con un sorriso.
Dalla platea, applauso iniziale e una risata. Arena la prende come segnale di buon auspicio. “È così che va affrontata la campagna elettorale che ci aspetta”.
Giulio Marini e Giovanni Arena
Ma quando arriva il momento di ricordare com’è caduta dopo tre anni e mezzo l’amministrazione per mano della sua stessa coalizione, FdI, Lega e Fondazione, il sorriso si trasforma in amarezza.
Parte l’attacco a chi ha tradito secondo Arena, no tanto lui ma Viterbo. “Nel momento di maggior diffusione del virus – ricorda Arena – hanno deciso di lasciare senza governo la città. Chissenefrega, andiamo tutti a casa.
Alessandro Romoli e Giovanni Arena
Auguro loro di riuscire a essere convincenti, ma la strada immagino che per molti di loro sarà in salita.
Gli interessi politici, i personalismi, la sovrapposizione tra partiti hanno prevalso rispetto agli interessi dei viterbesi. Una pagina triste che lascia l’amaro in bocca”.
Alessandro Romoli e Giovanni Arena
In sala ci sono il commissario comunale Forza Italia Giulio Marini, il presidente della provincia Alessandro Romoli e l’ex assessore Elpidio Micci.
Molti sostenitori, sala piena nei limiti imposti dal Covid. Tra gli azzurri, non c’è il senatore Francesco Battistoni, non si vedono l’ex assessora Antonella Sberna e nemmeno i consiglieri Achilli, che ieri era invece da Fratelli d’Italia e Muroni.
Dopo essersi tolto qualche sassolino, una colpa l’ex primo cittadino la ammette: “Mi accusano d’essere stato troppo buono, me lo dicono”. Sulle prossime elezioni comunali vola alto. Solo una precisazione.
“In queste settimane – spiega Arena – ho potuto dare l’impressione di voler fare una corsa in solitaria. Forse mi è balenato per qualche istante nella mente, ma questa è la mia casa da 30 anni. Io non mi sposto da un’altra parte come spesso vedo fare. Voglio solo il bene della città”.
Rinnova la sua stima verso Marini: “Anche se a volte abbiamo vedute diverse, non è venuta mai meno la reciproca stima”. E il commissario azzurro intervenendo ricambia e difende l’operato dell’amministrazione caduta.
Gli tributa meriti anche il presidente della provincia Alessandro Romoli. Scherzando, Arena lo presenta come: “La pietra dello scandalo”. Per via dell’alleanza di Forza Italia col Pd a palazzo Gentili. Romoli la bolla come una scusa e punta il dito contro gli ex alleati che hanno firmato la sfiducia.
Giulio Marini, Alessandro Romoli ed Elpidio Micci
“Ho visto in giro manifesti elettorali – osserva Romoli – con la scritta la Viterbo che vogliamo. Ma queste persone avevano sette assessori su nove in giunta. La Viterbo che vogliono la potevano fare in consiglio comunale. Chi vuole andare avanti con le imposizioni, non ha a cuore la città, solo col confronto si va avanti”.
Arena ringrazia pure Elpidio Micci per il lavoro svolto da assessore e guarda avanti. “Proseguiremo con maggiore tenacia, superando le difficoltà”.
Giovanni Arena e Giulio Marini
L’incontro è per fare il punto degli interventi previsti per la città. Elenco lungo. I 60 milioni in arrivo per diversi progetti, la torre civica, il museo sotto i portici di palazzo dei Priori, che ha inaugurato, gli interventi nelle scuole, gli aiuti alle fasce più deboli, gli asfalti, l’ecocentro al Poggino e i lavori a Bagnaia negli ex comuni.
Di tanto in tanto Arena se ne ricorda qualcun altro e interviene, fino all’ultimo, quando chiude ringraziando i presenti per la vicinanza dimostrata e promette: “Andiamo avanti con la forza che mi date, insieme a Forza Italia”.
Giuseppe Ferlicca
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