Viterbo – “Ero con un gruppo di amici quando la ragazza ci è passata davanti e le abbiamo fatto dei complimenti innocenti”. Si è difeso così, dichiarandosi completamente estraneo ai fatti che gli vengono contestati, il presunto maniaco sessuale quarantenne accusato di avere tentato di adescare una tredicenne. Ha però ammesso di averle rivolto la parola.
Indagato per stalking aggravato e violenza su minore, da venerdì scorso è agli arresti domiciliari col braccialetto. Dopo l’interrogatorio lampo di ieri, durato in tutto non più di una decina di minuti, spera ora nel parere favorevole del pm per ottenere un alleggerimento della misura di custodia cautelare in atto. Nel frattempo, almeno per ora, resta ristretto tra le mura casalinghe.
E’ il presunto “orco” arrestato il 18 febbraio su richiesta della Dda di Roma, competente per gli abusi su minori, che ha coordinato le indagini dei carabinieri del centro in provincia di Viterbo dove risiedono sia la vittima che l’indagato.
Carabinieri
Il quarantenne, denunciato dalla madre e dal fratello maggiore della ragazzina, ieri è comparso davanti al gip di Roma, sottoponendosi all’interrogatorio di garanzia, al termine del quale il difensore Luigi Mancini ha chiesto un alleggerimento della misura cautelare. Il gip, per l’appunto, ha trasmesso gli atti al pubblico ministero, riservandosi la decisione dopo avere sentito il parere del pm.
I fatti risalgono alla scorsa estate. Tra agosto e settembre, il quarantenne avrebbe ripetutamente importunato la tredicenne, ammiccando e facendo apprezzamenti a sfondo sessuale sul suo aspetto. Avrebbe inoltre tentato di convincerla a salire in macchina.
“Il mio assistito – spiega il legale – ha raccontato al gip come in effetti ci sia stato un incontro in cui è stata fatta una mezza battuta sulla ragazza, del tipo ‘quanto sei bella’, una battuta dal tono goliardico, niente di personale, semmai un complimento, assolutamente innocente, fatto nell’ambito di un gruppo di amici”.
La tredicenne, incontrando nuovamente l’uomo per strada, si sarebbe impaurita e avrebbe raccontato ai familiari di temere che quell’adulto fosse un maniaco sessuale, in quanto le avrebbe sorriso e avrebbe cercato sempre di incrociare il suo sguardo.
“A parere di questa difesa, sono stati interpretati male gli incontri successivi, che peraltro sono stai assolutamente casuali”, secondo l’avvocato Mancini.
L’adolescente si sarebbe infine spaventata a morte quando il quarantenne l’avrebbe invitata a salire sulla sua macchina. Sarebbe scappata a casa in lacrime e a quel punto sarebbe scattata la denuncia.
La madre e il fratello, che sembra avessero già segnalato la condotta molesta del presunto maniaco sessuale, invitandolo a stare alla larga dalla minore, sarebbero tornati in caserma e l’uomo è finito indagato per atti persecutori e violenza sessuale aggravati dall’età inferiore ai 14 anni della persona offesa.
Il 16 febbraio sono scattati gli arresti domiciliari col braccialetti elettronico.
Silvana Cortignani
– Tenta di adescare 13enne, quarantenne arrestato per violenza sessuale su minore e stalking
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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