Viterbo – “Gli autotrasportatori sono sotto a un treno. Sono arrivati allo stremo. Gli aumenti del gasolio rischiano di metterli letteralmente in ginocchio”. Piccole e medie imprese della Tuscia travolte, come tutti e come altre categorie di lavoratori, dall’aumento esorbitante e improvviso del costo della benzina. A rappresentarli, la segretaria generale della Cna di Viterbo e Civitavecchia, Luigia Melaragni, che ieri ha incontrato il prefetto Giovanni Bruno mentre i dirigenti della Confederazione, assieme ad altri, affrontavano il governo portando al tavolo di confronto un possibile blocco dei trasporti a livello nazionale previsto per il 4 aprile. Un blocco che paralizzerebbe il paese, per l’impossibilità di rifornirsi. Una situazione che nel brevissimo periodo potrebbe provocare la carenza di approvvigionamenti per i supermercati.
Un autotrasportatore
“Il tema dei temi – spiega Melaragni -, quello che abbiamo portato sul tavolo del prefetto e su quello del ministro, è intervenire immediatamente sul caro, carissimo gasolio. Il fermo è l’atto estremo cui il governo ci costringerebbe se non ci desse ascolto”
In meno di un mese, la benzina è cresciuta del 30%. Da 1,708 euro per un litro di gasolio del 17 febbraio all’attuale 2,2. Una corsa di cui non si vede la fine.E la guerra in Ucraina alle organizzazioni degli autotrasportatori sembra più che altro un alibi che sta reggendo ben poco.
Ieri il governo ha tuttavia approvato il decreto energia che prevede un taglio di 25 centesimi delle accise sulla benzina fino ad aprile. L’intervento previsto dall’articolo 1 del decreto le farebbe scendere a 47,8 centesimi per quanto riguarda la benzina e 36,7 quelle sul gasolio. L’accisa sulla benzina ammonta infatti a 72,8 centesimi di euro per ogni litro, la seconda d’Europa, e quella sul gasolio a 61,7 centesimi al litro, la più alta dell’Unione europea.
Viterbo – Luigia Melaragni di Cna
Nella Tuscia le imprese del trasporto merci per conto terzi, quelli più colpiti, sono circa 400. “Numeri importanti – dice Luigia Melaragni -. Una parte, 150 in tutto, sono piccole imprese individuali. Le altre sono un po’ più strutturate. Un settore molto frammentato che ha sempre avuto difficoltà con la committenza. Difficile trattare, e altrettanto difficile avere grandi margini. Con gli aumenti rischiano di finire in ginocchio. Sono veramente sotto un treno. Il gasolio è la materia prima degli autotrasportatori, così come la farina lo è per i panificatori”.
Viterbo – Un autotrasportatore
Quali sono le richieste degli autotrasportatori? “La principale – sottolinea Melaragni – è intervenire sul presso del gasolio, con la possibilità di ridurre le accise. Noi abbiamo chiesto il credito d’imposta, ossia la possibilità di portare a compensazione sulle tasse una parte del prezzo del gasolio. Probabilmente il governo andrà verso una riduzione delle accise con la possibilità per gli autotrasportatori di aumentare la quota di rimborso delle stesse. Un intervento che va fatto nell’immediato”.
Dopodiché, “vanno tenute sotto controllo le speculazioni. Dovrebbe anche partire, così ci è stato detto, una campagna di controlli a tappeto da parte della Guardia di finanza. Il prezzo del gasolio, infatti, è cresciuto molto, ma molto di più rispetto al costo del barile di petrolio”.
Vanno poi “resi immediatamente esigibili – continua la segretaria di Cna – i valori indicativi di riferimento dei costi di esercizio delle imprese di autotrasporto. Valori che esistono, ma che non vengono rispettati perché non sono previste sanzioni per chi li viola. Si tratta inoltre di parametri importanti, al di sotto dei quali vuol dire solo una cosa: il lavoro non viene fatto in sicurezza, con tutti i rischi che questo comporta. Vanno inoltre resi certi e obbligatori i tempi di pagamento. Il lavoro non può essere pagato a babbo morto, perché nel frattempo l’azienda ha chiuso e quella famiglia è finita in mezzo a una strada”.
Viterbo
Infine l’incontro con il prefetto di Viterbo. “Gli abbiamo rappresentato – conclude Luigia Melaragni – tutte le problematiche che sta vivendo il settore e il momento drammatico che sta attraversando. Ci ha ascoltato, dicendoci che sarebbe intervenuto sui controlli e si sarebbe fatto portavoce nei confronti del governo rispetto a quanto ascoltato in merito al nostro territorio”.
Daniele Camilli
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