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Viterbo - Intervista al comandante dei carabinieri Andrea Antonazzo: "Il livello della criminalità in città è tra i più bassi della regione e alcuni reati che destano allarme pesano meno della violenza di genere"

“A San Faustino non c’è un problema sicurezza, semmai la questione vera è il degrado…”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “A San Faustino non c’è un problema sicurezza. Semmai la questione vera è il degrado”. Non solo, ma, ad esempio, lo spaccio di sostanze stupefacenti nell’economia “criminale” di Viterbo “pesa meno della violenza di genere”. Parla il comandante generale dei carabinieri Andrea Antonazzo. 

La questione è la sicurezza a San Faustino, quartiere popolare a nord del centro storico della città dei papi. Un fenomeno che torna in ballo ciclicamente. Questa volta, l’input è stata la rissa tra una quindicina di ragazzi, probabilmente per droga, avvenuta la notte tra il 17 e il 18 marzo. Tuttavia, a Viterbo, i reati più preoccupanti sono quelli legati ai furti, sebbene in forte calo durante il lockdown, e le truffe agli anziani e quelle on line cresciute in questi anni di pandemia vista anche la distichezza acquisita con la rete internet da parte di un pubblico più ampio che si è trovato a vivere in casa per più tempo e quindi con maggior tempo a disposizione per dedicarsi a un computer.

Ad incidere sulla percezione della sicurezza, in una zona che va da San Faustino al Sacrario, è in particolare modo il degrado. “Ad esempio – spiega Antonazzo – l’abitudine di lasciare sacchetti dell’immondizia ammucchiati in un unico punto su via Cairoli, sulla fontana. Oppure le persone che si mettono all’inizio della strada, bevono e fanno rumore al Sacrario. La stessa cosa succede pure in via dell’Orologio vecchio”. Una situazione che riguarda “un po’ tutta quanta la città” dove invece “il livello di criminalità è tra i più bassi di tutta la regione”. “Il degrado – ha sottolineato infatti il comandante provinciale dei carabinieri – non è limitato solo a San Faustino. Il problema delle case sfitte, dei negozi abbandonati e delle strade buie non è limitato solo a questo quartiere. Anzi, San Faustino è un quartiere di transito, anche di sera. Cosa che non vale per altre strade che sono invece ridotte al buio”.

Infine, quanto pesa il colore della pelle dei lavoratori che abitano a San Faustino sulla percezione della sicurezza da parte degli altri? “Le rispondo così – ha detto Antonazzo -: tutto ciò che non si conosce genera insicurezza”. Un’insicurezza ciclica. D’estate gli studenti e la cosiddetta “movida” a San Pellegrino. D’inverno le comunità straniere presenti nei quartieri popolari. Gli input, vita notturna e spaccio di stupefacenti. Il problema vero, forse, l’incapacità a tollerare la presenza dell’altro, sia esso studente o straniero, riducendolo di volta in volta a una questione di sicurezza che poi, alla fine, nemmeno esiste.


Viterbo - Andrea AntonazzoViterbo - Andrea Antonazzo

Viterbo – Il comandante dei carabinieri Andrea Antonazzo


Comandante Andrea Antonazzo, esiste davvero un problema sicurezza a San Faustino?
“Vivo anche io nel centro storico di Viterbo e tutte le sere torno a casa passando per San Faustino. Ci sono dei gruppi di ragazzi. A volte vedo pure che bevono. Ma da qui a parlare di criminalità e problema sicurezza ce ne vuole. Dopodiché va fatta una distinzione terminologica importante. La criminalità è una cosa, il degrado è un’altra”.

Cosa intende?
“Intendo che in giro c’è la sporcizia, così come chi consuma alcool per strada. Abbiamo anche riscontrato in passato episodi di spaccio su cui siamo intervenuti anche ultimamente. Abbiamo chiuso due locali. Uno al Sacrario e un altro a via Cairoli. L’attenzione c’è, ma deve essere ridistribuita su tutti i quartieri della città dove avvengono i reati. Non è che tutti i reati avvengono a San Faustino…”

E come sta messo il quartiere di San Faustino?
“San Faustino non emerge per i reati. Ci sono anche altre zone dove avvengono. Ad esempio viale Trento oppure i furti che avvengono al Murialdo. Ci sono poi i ragazzini con le macchine truccate a Santa Barbara. I quartieri su cui interveniamo sono un po’ tutti. Non possiamo pensare che ci sia un ‘problema emergenza’ a San Faustino che al momento sinceramente non c’è. C’è bisogno invece di rassicurare la gente e questo è tanto più necessario quanto più la gente vuole vivere nella più assoluta tranquillità”. 

Però di volta in volta viene fuori il problema sicurezza a San Faustino…
“Di volta in volta si torna anche su San Pellegrino, perché un paio di mesi fa il problema era da quelle parti. I ragazzi che sporcavano le strade e si muovevano in gruppo. E così in altri quartieri. Ciclicamente, a turno. Non è solo San Faustino”.

Lei come se lo spiega?
“Immagino che ci sia l’interesse dei residenti di attirare l’attenzione di tutti su quelle che considerano le loro criticità. Ovviamente e giustamente. Noi li ascoltiamo e ci impegniamo. Tant’è che l’ultimo servizio lo abbiamo fatto un paio di giorni fa e questa sera (22 marzo, ndr) ne facciamo un altro. Quindi garantiamo una presenza, anche visibile, in modo tale da scoraggiare tutto ciò che non è propriamente criminalità ma degrado”.


Viterbo - I controlli dei carabinieri

Viterbo – I controlli dei carabinieri


Per degrado cosa intende?
“Ad esempio l’abitudine di lasciare sacchetti dell’immondizia ammucchiati in un unico punto su via Cairoli, sulla fontana. Oppure le persone che si mettono all’inizio della strada, bevono e fanno rumore al Sacrario. La stessa cosa succede pure in via dell’Orologio vecchio”. 

Il degrado influisce sulla percezione della sicurezza nel quartiere?
“Sicuramente. Ma il degrado non è limitato solo a San Faustino. Il problema delle case sfitte, dei negozi abbandonati e delle strade buie non è limitato a San Faustino. Anzi, San Faustino è un quartiere di transito, anche di sera. Cosa che non vale per altre strade che sono invece ridotte al buio. Tanto per fare un esempio, i vicoli che vanno da Corso Italia salendo verso porta della Verità. A San Faustino non c’è un problema sicurezza. San Faustino ha criticità ordinarie. E penso anche che chiunque si trovi a passeggiare per San Faustino lo faccia tranquillamente. Non c’è un problema di doversi muovere. Anche il numero delle aggressioni sono limitate. Vorremmo che non ce ne fossero, ma quelle che ci sono, come detto, sono in numero limitato. E lavoriamo con tutto il nostro impegno per prevenirle”. 

Perché allora ogni volta che c’è un fatto che accade a San Faustino, tutta quella zona lì viene subito messa sotto i riflettori come se fosse il problema “criminale” della città?
“Perché ognuno di questi fenomeni, quando accadono, provocano insicurezza. Indipendentemente che siano uno o dieci. E provocano insicurezza perché non si contestualizzano. Accade un fatto di cronaca e la deduzione più facile è dire che la città non è sicura. Ma non è un’equazione matematica. Ci sono alcuni eventi che, nonostante la prevenzione o un tessuto sociale sano, avverranno sempre”. 


Viterbo - il comandante provinciale dei carabinieri Andrea Antonazzo

Viterbo – Andrea Antonazzo


Sempre in termini di sicurezza, quale è allora la situazione reale a Viterbo?
“Il contesto nel quale viviamo, per fortuna, le aggressioni avvengono molto raramente. E’ il contesto di una società sana e che vive relativamente bene. E il fastidio che il degrado provoca spesso è superiore rispetto a quello che determinano altri tipi di problemi. Per cui chi beve per strada o alza la voce, e sono presenti non solo in via Cairoli ma in diverse zone di Viterbo, concentra tutta l’attenzione. Ma questo non significa che Viterbo sia una città criminale oppure pericolosa”.

Come la definirebbe?
“Viterbo, rispetto ad altre realtà, anche regionali, è la città dove il livello di criminalità è più basso. Se la paragoniamo a Latina o a Frosinone, la parte criminale di Viterbo è infinitesimale rispetto a loro. Una città dove la qualità della vita è sicuramente migliore. Una città che non ha i problemi criminali delle altre province del Lazio. Quindi, considerato che l’ambiente è sano, abbiamo anche modo di concentrarci sugli aspetti legati al degrado. Ma, ripeto, un conto è il degrado. Un conto la criminalità. Sono due cose ben distinte”.

Quale è il mercato delle droghe a Viterbo?
“A Viterbo circolano tutti i tipi di droghe. I più diffusi sono l’hashish, per via del costo, poi c’è un discreto quantitativo di cocaina, che è invece molto più costosa. C’è poca eroina. Per lo più ci sono hashish e cocaina”.

Quanto pesa lo spaccio di sostanze stupefacenti nell’economia “criminale” di Viterbo?
“Pesa meno della violenza di genere”. 

E quanto pesa a Viterbo la violenza di genere?
“Solo ieri a Viterbo abbiamo raccolto tre denunce. Un numero elevato per un solo giorno. Una parte delle denunce vanno vagliate ma è un fenomeno che pesa. E su questo si vede l’aspetto culturale di un contesto sociale. Mentre per la droga, che pesa di meno sull’economia ‘criminale’ di Viterbo, siamo portati a pensare che sia un problema di qualcun altro o di alcune fasce sociali, sulle violenze sociali invece il problema riguarda tutti. Le violenze domestiche attraversano tutti gli ambienti sociali e spesso non sono legate a situazioni di degrado”. 


Viterbo - I controlli dei carabinieri

Viterbo – I controlli dei carabinieri al Sacrario


San Faustino e diverse altre zone del centro storico sono diventati ormai, e da diverso tempo, quartieri multietnici. Secondo lei, quanto pesa il colore della pelle dei lavoratori che ci abitano sulla percezione della sicurezza da parte degli altri?
“Le rispondo così: tutto ciò che non si conosce genera insicurezza. Ma personalmente penso che tutto ciò che non si conosce dà anche tante opportunità che vanno colte. E la multietnicità è indubbiamente una risorsa. La diversità crea un arricchimento e un allargamento di vedute”. 

A Viterbo sono i reati più comuni?
“I furti rappresentano il numero maggiore di reati anche se, durante il lockdown, sono notevolmente diminuiti. Nel 2020, rispetto al 2019, sono stati di gran lunga inferiori, con un calo prossimo al 20%. E in tal caso, l’allarme sociale è maggiore perché quando uno riesce a mettere le mani sulle tue cose e ad entrarti dentro casa le cose cambiano. Ci sono poi le truffe agli anziani, e anche qui chi lo fa ti entra in casa, e le truffe on line, che sono notevolmente aumentate. In questi due anni di pandemia molta gente che prima non utilizzava internet adesso invece va in rete tranquillamente. E in rete si annidano truffatori che spesso non risiedono a Viterbo”.

Daniele Camilli


Fotocronaca: I controlli tra piazza Fontana grande e San FaustinoIl posto di blocco al Sacrario – Il quartiere San Faustino

Articoli: Controlli a tappeto dei carabinieri in tutto il centro storico – Controlli antidroga e dei green pass in alcuni bar del centro


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24 marzo, 2022

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