Sutri – “Gli unici colpi che vogliamo sentire sono quelli dei tamburi. Benvenuti a Sutri città di pace”. Sono le parole che hanno inaugurato a Palazzo Doebbing la mostra collettiva “Eccentrici e solitari”, questo il titolo, curata da Vittorio Sgarbi, deputato e sindaco della città diventata in questi ultimi anni uni dei borghi più belli d’Italia. Una mostra prodotta da Contemplazioni è resa possibile grazie a Intesa San Paolo.
La mostra è stata anticipata da uno spettacolo degli sbandieratori di Orte e di Amelia.
Assieme a Vittorio Sgarbi ci sono anche il ministro del rurismo Massimo Garavaglia, l’attore ed ex deputato Luca Barbareschi, il sindaco di San Gimignano Andrea Marrucci e il vice sindaco di Sutri Lillo Di Mauro. Tra il pubblico anche il questore Giancarlo Sant’Elia.
“Abbiamo un patrimonio unico al mondo – ha detto Garavaglia -, abbiamo quindi una grande responsabilità. Un patrimonio che dobbiamo car conoscere e rendere. Dobbiamo far conoscere tutta l’Italia e distribuire il flusso turistico anche fuori dai grandi centri per diffondere ricchezza su tutto il territorio”.
La mostra porta a Sutri inediti e suggestivi dialoghi tra le opere di iomini e donne visionari ed eccentrici che vanno dalle potture alle esperienze visive piu’ inaspettate del nostro tempo.
“Abbiamo realizzato una mostra senza un filo logico – ha spiegato Sgarbi -. Un mio capriccio. Artisti noti e meno noti. Artisti che oggi espongono per la prima volta”.
Protagonista dell’esposizione a palazzo Doebbing è la scultura etrusca di San Gimignano, una delle più importanti scoperte archeologiche negli ultimi anni, immaginata in dialogo con il celebre Efebo di Sutri.
“L’arte e la cultura – ha poi commentato Luca Balzarotti di Banca Intesa – sono una risorsa strategica. L’impegno della banca in tale ambito è costante, inserendosi nel solco di una lunga e consolidata tradizione. L’assunzione di una responsabilità sociale”.
Infine il vice sindaco Lillo Di Mauro. “Le nostre di palazzo Doebbing ci hanno permesso di farci conoscere, affidando la crescita economica e sociale della nostra città all’arte e alla bellezza. Una speranza, soprattutto oggi che si consuma il delitto della guerra contro popoli innocenti”.
Daniele Camilli
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