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Viterbo - Il prefetto Giovanni Bruno non risponde alle domande sulla convocazione di sindacati e sedicenti candidati sindaco del 19 aprile

“Non rilascio alcuna intervista, punto”… e poi attacca il telefono

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Non rilascio alcuna intervista. Punto”. E mette giù il telefono. Il tono è alterato. Le parole sono invece quelle del prefetto Giovanni Bruno che il 15 aprile aveva convocato sindacati, Cgil, Cisl e Uil, e sedicenti candidati sindaco di fronte al comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Per fare cosa? Discutere di elezioni. Decisamente anomalo, sicuramente irrituale, come ha più volte fatto notare Tusciaweb. Tant’è vero che il 19 aprile, giorno fissato per la riunione, esce l’articolo del giornale e poche ore dopo la riunione, prevista per le 11 e mezza di mattina, viene annullata. “Per indisponibilità” del prefetto. Questa la motivazione.

Successivamente, però, un quotidiano locale, riferendosi sempre alla stessa vicenda, titolava: “Candidati ricattati, allerta del prefetto”. Aggiungendo poi nell’articolo: “Dei veleni che stanno inquinando la campagna elettorale è al corrente la prefettura”. Secondo il quotidiano la prefettura “aveva messo la questione all’ordine del giorno del Comitato per l’ordine pubblico, la sicurezza e la legalità”. In ballo, secondo il quotidiano, “fatti precisi degni della massima attenzione”. “Candidati a consiglieri di liste civiche avrebbero subito pressioni per ritirarsi da parte di forze politiche più strutturate”. Altri candidati sarebbero stati “indotti a scendere in campo”. Inoltre, sempre secondo il quotidiano ci sarebbero stati “dei veri e propri ricatti” che sarebbero stati esercitati proprio tramite delle organizzazioni sindacali.


Viterbo - Il prefetto Giovanni Bruno

Viterbo – Il prefetto Giovanni Bruno


E’ passata quasi una settimana e da parte del prefetto non è arriva nessuna smentita in merito a quanto sostenuto dal quotidiano locale rispetto ai presunti “ricatti”. 

Una voce da parte del prefetto sarebbe stata opportuna. Per due ragioni, “due casi”, come ha sottolineato il direttore di Tusciaweb Carlo Galeotti.

“Caso 1: ciò che scrive il quotidiano di lunga tradizione è falso. E allora il prefetto Giovanni Bruno smentisca, come suo diritto, a tutela sua e del suo alto ufficio. E proprio per essere cartesiani sarebbe anche utile sapere che cosa avrebbe detto ai sedicenti candidati sindaco, stranamente e contro ogni regola, convocati alla riunione del Comitato per l’ordine pubblico in relazione al primo punto all’ordine del giorno: “Elezioni amministrative comune di Viterbo 2022”. Il tutto solo per essere limpidi. Come prevede la prestigiosa carica”.

“Caso 2: se invece, secondo quanto scrive il quotidiano e in particolare il giornalista “Re.Vi.”, il prefetto è informato di un reato di tale gravità (estorsione), sono certo che, come prescrive il codice di procedura penale, si sia subito rivolto alla magistratura inquirente. Ché, lei sì, ha l’importante e delicatissimo compito di perseguire eventuali reati. Ovviamente se c’è in ballo un reato e un prefetto non deve fare attenzione, ma deve fare quanto la legge prescrive: rivolgersi a un pm”.

Infine le domande che avremmo voluto fare al prefetto.

– Perché ha voluto convocare la riunione del 19 aprile con i sindacati e i candidati sindaco non ancora tali?

– Perché’ poi l’ha annullata?

– È vero quanto sostiene una testata locale che lei avrebbe convocato la riunione del 19 perché ci sarebbero state pressioni da parte di alcuni sulle candidature alle prossime elezioni comunali di Viterbo?

Se la risposta fosse stata positiva, gli avremmo chiesto se avesse già presentato denuncia alla magistratura.
Se invece fosse stata negativa gli avremmo chiesto come mai non avesse smentito la versione data dal giornale locale.

– Per concludere, l’ultima domanda: Si dice che a breve lascerà la carica di prefetto di Viterbo. È così?

Daniele Camilli


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26 aprile, 2022

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