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Invasione dell'Ucraina - Appartiene al magnate del gas Arkady Rotenberg - Avrebbe finanziato di tasca propria i separatisti della Crimea

Oligarchi russi sanzionati, tra i beni congelati anche una villa a Tarquinia

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Arkady Rotenberg

Arkady Rotenberg

Tarquinia – (sil.co.) – Ha una villa a Tarquinia uno degli oligarchi russi finiti nella lista nera dei magnati sanzionati. Una villa sequestrata il 22 settembre 2014 dalla guardia di finanza, ai tempi in cui è scoppiara la crisi della Crimea, quando il suo gruppo ha costruito anche i ponti e altre opere simbolo dell’annessione alla Russia.

Era la prima volta che accadeva in Italia. L’obiettivo era impedire affari di qualsiasi natura con uomini vicini a Putin, visti come suoi finanziatori, bloccando l’accesso delle banche russe a capitali europei.

Si tratta di Arkady Rotenberg, nato a San Pietroburgo 71 anni fa, accusato di avere finanziato personalmente milizie separatiste, magnate dei gasdotti, amico d’infanzia di Putin, tra i principali fornitori di Gazprom.

È tra gli oligarchi sanzionati da Ue, Regno Unito, Usa, Canada e Svizzera, con proprietà a Roma, in Sardegna e a Tarquinia, in provincia di Viterbo, per un valore totale stimato di 40 milioni di dollari.

All’epoca si parlava di un patrimonio netto di 3,4 miliardi di dollari, uno degli uomini più ricchi della Russia. Il sequestro avvenne nell’ambito delle “misure per prevenire, contrastare e reprimere il finanziamento del terrorismo e l’attività di Paesi che minacciano la pace e la sicurezza internazionale”.

Lo riporta la rivista americana Forbes. Rotenberg, un tempo compagno di judo di Putin, possiederebbe diverse proprietà in Italia. Tra queste ci sono una villa a Tarquinia; due ville nella lussuosa Costa Smeralda, in Sardegna; una villa e un appartamento nel sud della Sardegna; e il quattro stelle Berg Luxury Hotel nel centro di Roma, vicino a piazza di Spagna.

Le proprietà, che possedeva attraverso la società cipriota Olpon Investments Limited, sono state valutate 40 milioni di dollari nel 2014.

Nel settembre dello stesso anno, le autorità italiane hanno congelato quei beni, dopo che l’Ue ha imposto sanzioni su Rotenberg a seguito dell’annessione della Crimea da parte della Russia.

Il multimiliardario ha citato in giudizio l’Ue per le sanzioni e ha ottenuto un annullamento parziale nel novembre 2016. Il tribunale dell’Unione europea le ha confermate, ma ha revocato le “misure restrittive” applicate dal 30 luglio 2014 al 14 marzo 2015, periodo che copre il congelamento dei suoi beni da parte del governo italiano.

Il congelamento dei beni comporta il “divieto di spostare, trasferire, alterare, utilizzare o gestire i beni o di accedere ad essi in modo da modificarne il volume, l’importo, la collocazione, la proprietà, il possesso, la natura e la destinazione o di introdurre altri cambiamenti tali da consentire l’uso dei fondi in questione, compresa la gestione di portafoglio”.

Secondo i registri immobiliari italiani, Rotenberg possiede ancora il 50% di Aurora 31, la società che possiede il Berg Luxury Hotel, attraverso Olpon Investments Limited. L’altro 50% è di proprietà di un’altra società con sede a Cipro, Logotax Developments Limited, di proprietà del fratello Boris.

Arkady Rotenberg è amico di vecchia data di Vladimir Putin. Le sue società sono proprietarie di beni miliardari e alcune di esse si sono assicurate appalti per 7 miliardi di dollari alle Olimpiadi invernali di Sochi.


 – Sequestrata villa del magnate russo amico di Putin


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5 aprile, 2022

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