Viterbo – “Intanto stappiamo la prima bottiglia, in attesa che si aggreghino nuovi amici”. Via della Palazzina, 1. È qui che la candidata sindaca di Fratelli d’Italia, Laura Allegrini, dà il benvenuto a quanti vogliono confrontarsi con lei e condividere idee. E magari aspetta di aggiungere qualche posto al tavolo dei sostenitori.
All’inaugurazione del comitato elettorale il messaggio è stato lanciato chiarissimo. Anche perché, come sottolineato dal deputato Mauro Rotelli, “qui lo spazio della sede è grande”.
Al fianco della candidata, il resto della squadra, ma prima un ringraziamento “a chi mi ha dato fiducia e a chi ha coordinato le liste”. Ci sono Francesco Gentili, lista Italia al centro: “Sono onorato di appoggiare Laura, che conosco da diverso tempo”. C’è anche Paolo Baldassarre, Popolo della famiglia: “Abbiamo avuto piena disponibilità a portare avanti le nostre proposte, siamo al fianco di Laura in modo convinto. Speriamo di esserlo pure nella futura amministrazione”.
Luigi Maria Buzzi, da ex capogruppo, non ha dubbi sul fatto che “siamo solidamente capaci di governare il capoluogo. Abbiamo appoggiato da subito la candidatura di Laura perché è forte, ha esperienze in regione e al senato”. Per Marco Bracaglia di SiAmo Viterbo, un’altra delle liste a sostegno della candidatura, “il prossimo sindaco sarà donna, ma l’unica con gli attributi è lei”.
E quindi la rete lanciata da Rotelli. “È stata una volata dai primi di marzo. Qui la sede è grande, c’è ancora tanto spazio. Cerchiamo di aggregare altre forze che possano essere affini a noi. Aspettiamo qualche amico che sta ragionando e a breve ci farà sapere. Intanto apriamo le prime bottiglie”. Come dire, non è finita qui.
Allegrini fa gli onori di casa, ribadendo il concetto e aggiungendo qualche anticipo di programma. “Un sindaco che non progetta per chi verrà dopo di lui non è un bravo sindaco. Spiegheremo come valorizzare il centro storico. Non può fare il sindaco chi dice cose con il taccuino in mano. A me proprio non serve. Bisogna riempire i vuoti di questa città, fisici e culturali”.
Come la Banca d’Italia o le caserme, “sia in termini culturali – prosegue – che sociali. Un sindaco deve avere una visione d’insieme, il coraggio di mettersi a confronto con una città difficile. Non è semplice. Alcuni amici non sono con noi, mi auguro che lo saranno perché sono affini. Intanto stappiamo la prima bottiglia, speriamo di stapparne altre insieme a loro”.
Massimo Chiaravalli
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