Viterbo – “Strumentalizzare i morti delle foibe è la cosa più terribile che gli si possa fare”. Lo storico Eric Gobetti parla in sala Anselmi, via Saffi, Viterbo. L’iniziativa è dell’Anpi diretta dal presidente Tommaso Mascioli. Un incontro che nei giorni scorsi ha suscitato un vero e proprio scontro con Casapound che con un comunicato aveva chiesto al presidente della provicnia Alessandro Romoli di revocare la sala per l’evento.
Tommaso Mascioli ed Eric Gobetti
Cosa che non è avvenuta, anche perché dall’altra parte l’Anpi aveva annunciato che, qualora la sala fosse stata tolta, avrebbero ugualmente organizzato l’appuntamento previsto, ma in piazza è proprio di fronte a palazzo Gentili dove ha sede l’amministrazione provinciale.
“Strumentalizzare una vicenda così dolorosa – ha detto Gobetti – e utilizzare i morti, è la cosa più terribile che si possa fare ai morti”.
“Nessuno storico – ha poi aggiunto – utilizza il termine di pulizia etnica per le foibe. Un termine che non ha senso dal punto di vista della ricerca storica. Così come è insensato usare il termine di genocidio contro gli italiani in quanto tali”.
La sala Anselmi e piena. Fuori ci sono due blindati della polizia e i carabinieri. In giro si vedono anche alcuni militanti di Casapound che sono rimasti all’esterno. Dentro, assieme a Mascioli e a Gobetti, ci sono invece il presidente di Anpi provinciale Enrico Mezzetti, la Rete degli studenti, il comitato Thomas Muntzer, i Giovani democratici, alcuni sindacalisti e qualche militante del Pd, Rifondazione comunista, Usb e Cobas.
Viterbo – L’incontro sulle foibe in sala Anselmi
“Qui c’è un problema – ha sottolineato Gobetti – che non riguarda i singoli ma la democrazia. Qui abbiamo una parte che riesce a influire sulle istituzioni con intenti di censura e di propaganda. Ma la risposta che stiamo dando oggi, con così tanta partecipazione, è una risposta positiva”.
“Quello che sta facendo una parte politica in Italia è monopolizzare la memoria delle foibe raccontando la storia in maniera ideologica. Se poi i fatti non coincidono non importa. Nel mio libro riporto i risultati attuali raggiunti dagli storici. Risultati condivisi da tutti gli studiosi e su cui ci sono pochi dubbi”.
“La penisola istriana – ha commentato Gobetti – è stata caratterizzata da 40 anni di violenze che vanno inquadrati attraverso un’analisi del territorio e delle vicende storiche. Questo è l’unico modo di fare ricerca. Il problema è che questi risultati non coincidono con la narrazione che la destra vuole fare di questi eventi. A prescindere da quello che si sa. E questo è inaccettabile”.
Enrico Mezzetti
“Quello che è successo in questi giorni – ha detto Mascioli – è una cosa grossa, degna di mobilitazione e dovrebbe preoccupare tutti. Uno scontro avvenuto alla luce del sole sugli organi di informazione permettendo alle persone di decidere da che parte stare. Acquisire le certezze della democrazia oppure stare dalla parte di chi vuole impedire la libera circolazione del pensiero”.
Viterbo – La polizia in via Saffi
Ad intervenire, una volta concluso l’intervento di Eric Gobetti, anche Jacopo Rubini, professore delle scuole superiori che ha criticato l’intervento di Gobetti. “Invito l’Anpi a partecipare alle manifestazioni del comitato 10 febbraio. Lì non vi ho mai visto. Non solo, ma se qualcuno avesse assistito alla conferenza di oggi senza avere contezza di quanto accaduto durante la seconda guerra mondiale potrebbe avere l’impressione che tutti quelli che sono morti erano fascisti. Questa è l’impressione che ho avuto dall’esterno”.
“Infine – ha concluso Rubini – a proposito di numeri vorrei ricordare che la commissione storica voluta dal governo sloveno nel 2004, nel 2009 ha concluso che le vittime, le tombe nascoste, tra il ‘45 e il ‘46 sono state 100 mila e non poche migliaia”.
Daniele Camilli
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