Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Politica - Un ricordo di Ferdinando Signorelli, un avversario politico che valeva la pena di avere - VIDEO INTERVISTA

L’addio al “principe nero”…

di Carlo Galeotti
Condividi la notizia:


Ferdinando Signorelli

Ferdinando Signorelli

Viterbo – Ferdinando Signorelli è stato un signore della politica italiana. Il che non vuol dire moderato, morbido, politicamente non aspro. No, non era così. Il suo tratto era quello classico di un politico del Novecento. Di quella temperie culturale. Fatta di certezze assolute. Di verità acquisite. Di ideologie potenti come una religione. Signorelli era capace di dire cose dure ed estreme con eleganza e perfino con gentilezza.

Con Signorelli se ne va quindi un pezzo del paradigma politico del Novecento che era figlio diretto della fine dell’Ottocento. 

Che voglio dire. Che intanto pur essendo da campi opposti ed oppostissimi, abbiamo sempre trovato un campo di confronto comune. Campo feroce non da ballerine di prima fila.  Schiettamente, aspramente. Come accade tra persone adulte. Una volta si diceva “adulti e vaccinati”.

Non sono mancati scontri. Non sono mancati manrovesci. Ma tutto era fatto frontalmente e con l’idea che l’avversario politico, perfino a tratti odiato, doveva essere, alla fin fine, comunque all’interno del confronto democratico. E va ricordato che per lungo tempo il Msi, partito neofascista, di cui Signorelli è stato esponente significativo a livello nazionale, era fuori dell’arco costituzionale. Fatto che, forse non più chiaro, era comodo financo per il Pci. E il Pci non volle mai veramente, in base alla costituzione, far fuori quel partito, si certo magari a chiacchiere ci poteva stare, ma quei voti in libera uscita avrebbero rafforzato la Dc. E per la sinistra era meglio fossero congelati. Quando qualche Dc, Tambroni, tentò di scongelare quei voti mal gliene incolse. Tutti ricordano i fatti di Genova. Per superare il tutto ci vollero Berlusconi e Fini.

Come avrete capito c’era ancora una cosa che si chiamava politica. E non questa paccottiglia che c’è oggi. Con politicanti di destra che fanno finta d’esser civici. Esponenti politici di “sinistra” che fanno una guerra ascosa al loro stesso partito senza dimettersi e senza essere dimessi. 

Tutto senza idee, senza strutture morali e regole. E non senza dilettantismo.

E allora viene da rimpiangere il tempo in cui Ferdinando Signorelli faceva politica. E va detto anche il mio amico Paolo Signorelli. Il fratello di Ferdinando. 

Viene da rimpiangere l’appartenenza a quel mondo fatto di idee forti. Fin troppo forti, verrebbe da dire.

Signorelli condiva il tutto con il gusto della politica, a quel tempo rigorosamente minoritaria, e diciamo con una certa eleganza e signorilità nel modo di rapportarsi al mondo. Che differenza con questa destra stracciona e volgare che popola la politichetta italiana. Da Sgarbi a Salvini…

In uno dei giornali in cui ho lavorato, non a caso lo chiamammo “principe nero” in un titolo. In un articolo non privo di cattiveria politica contro di lui. Ma il giorno dopo quella definizione piacque a Signorelli. Ci incontrammo lungo il corso e, se non ricordo male, prendemmo un caffè da Schenardi.

Quella definizione era piaciuta. In qualche modo l’estetica sopravanzava il fatto politico. O forse era essenza del fatto politico, che piacque a Signorelli.

Nel tempo ci siamo rivisti e rincontrati, sempre con il medesimo rispetto reciproco, sempre con un senso della cavalleria che ci piaceva evidentemente esercitare. 



Volli fare a Signorelli una intervista pubblica lunga ed articolata. Che è immortalata in un video che ancora si può vedere. Ferdinando era ormai grande, ma credo che quella intervista mise in sicurezza un pezzo di memoria politica di questa città. Era proprio questo il suo scopo. Oggi a rivederla mi pare di aver fatto cosa utile alla comunità. E alla memoria di Signorelli. Il titolo era “Una vita a destra”.

Ovviamente quelli che oggi appaiono lontani ricordi, di volta in volta, suscitarono sempre polemiche. In particolare della mia parte politica, che ricordo meglio. Ma l’intento era comunque chiaro: ricostruire un agone politico e una memoria il più possibile unitaria. Un superamento della guerra civile continuata in una guerra civile fredda a suon di ideologie nel dopoguerra.

Cose ormai lontane. 

Oggi va salutato un avversario politico che valeva la pena di avere.

Questo articolo dispiacerà a qualcuno, ma che possiamo farci? Questo è ciò che oggi mi sento di scrivere in ricordo di un avversario politico che se ne va.

Carlo Galeotti


I funerali di Ferdinando Signorelli si svolgeranno domani, lunedì 16, alle 10 nel santuario di Santa Rosa.


 – È morto il senatore Ferdinando Signorelli


Condividi la notizia:
15 maggio, 2022

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/congratulazioni-per-questo-meraviglioso-traguardo-raggiunto/