Viterbo – Dopo la sentenza del Tar arriva anche quella del Consiglio di stato a dare ragione al comune di Viterbo. Le strutture in legno e i manufatti realizzati al parco termale del Bagnaccio devono essere demoliti. È quanto stabilito dai giudici romani che hanno respinto il ricorso presentato dai gestori e proprietari del sito contro l’ordinanza di palazzo dei Priori che imponeva il ripristino dei luoghi.
Viterbo – Il Bagnaccio chiuso
La sentenza, ultimo step di un braccio di ferro durato anni, è stata emessa lo scorso 26 maggio e riguarda alcune strutture costruire attorno alle vasche termali, ma che non avrebbero avuto l’autorizzazione paesaggistica per essere realizzate. Come, ad esempio, il parcheggio per macchine e camper e i pergolati. Manufatti che dunque, alla luce del pronunciamento del Consiglio di stato, il comune ha ordinato di demolire e smantellare.
Viterbo – Il Bagnaccio chiuso
“Dal momento che i gestori non hanno adempiuto a tale indicazione – ha spiegato il commissario straordinario Antonella Scolamiero -, è stata firmata un’ordinanza di revoca dell’affidamento della subconcessione delle acque termali”. Che si traduce, nei fatti, nella chiusura del Bagnaccio e dell’intero parco termale alle porte a nord di Viterbo.
Viterbo – Il Bagnaccio chiuso
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