Pasquale Bottone
Viterbo – Pasquale Bottone denunciato per stalking. A querelarlo una donna, una politica di Viterbo, che ha chiesto anche all’autorità giudiziaria un’ordinanza nei confronti dello stesso Bottone “applicativa – sta scritto nella denuncia – della misura di divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalla persona offesa”. “La condotta posta in essere dal Pasquale Bottone”, secondo la denuncia, integrerebbe “l’ipotesi delittuosa del reato di stalking, contemplata dal legislatore all’art. 612 bis comma I e II del codice penale”.
L’articolo 612 bis del codice penale, “atti persecutori”, è stato introdotto nel 2009 per fronteggiare il fenomeno dello stalking. “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da un anno a sei anni e sei mesi chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita”.
Pasquale Bottone
Pasquale Bottone, che si autodefinisce giornalista, anche se il suo nome non compare negli elenchi dell’ordine, scrive on line e ha condotto anche una trasmissione per una televisione locale. Avvalendosi come set, per le puntate dove ha intervistato alcuni personaggi politici, della sala delle bandiere di palazzo dei Priori, del cortile dello stesso e del chiostro del museo civico. Ultimamente è “direttore artistico”, così viene definito nei comunicati di una manifestazione di incontri letterari. Incontri letterari che si tengono nel foyer del teatro dell’Unione, in “collaborazione – come spiega il sito internet dell’amministrazione comunale viterbese – con il comune di Viterbo e Atcl, circuito multidisciplinare del Lazio sostenuto da Mic – Ministero della cultura e regione Lazio”.
La querela nei confronti di Pasquale Bottone è stata presentata per un paio di articoli, uno anonimo e uno a firma Pasquale Bottone, e per due episodi che si sarebbero verificati, di vero e proprio incontro tra la donna che ha fatto denuncia e Bottone. I primi, gli articoli, secondo la querelante sarebbero diffamatori. I secondi, i due episodi che si sarebbero verificati, evidenzierebbero invece, sempre per la donna che ha fatto denuncia, “l’ipotesi delittuosa del reato di stalking”. Entrambi sarebbero poi avvenuti in presenza di due testimoni, uno dei quali sarebbe un poliziotto.
Nell’articolo firmato da Bottone, la donna che ha presentato denuncia individuerebbe “una studiata progressione criminosa” con cui si cercherebbe “di distruggere la figura personale” della donna “e la sua credibilità, così come, secondo la querela “la professionalità e le competenze lavorative” della stessa.
I fatti riportati dalla donna risalirebbero invece a marzo ed entrambi sarebbero avvenuti in due diversi bar e alla luce del sole con Bottone che, girando per Viterbo, avrebbe prima individuato la donna poi le sarebbe andato incontro per insultarla e aggredirla verbalmente. Nel corso del secondo episodio pare sia dovuto intervenire anche un poliziotto che avrebbe poi identificato lo stesso Bottone.
Pasquale Bottone
Bottone avrebbe poi inviato alla donna anche tutta una serie di messaggi WhatsApp. E questo sarebbe avvenuto in piena notte.
La donna “personaggio pubblico e politico locale”, spiega infine la denuncia, a causa di quanto sarebbe accaduto “vivrebbe un’alienazione forzata dalle relazioni sociali ed affettive per timore” di incontrare Pasquale Bottone. “Con un gravissimo turbamento – conclude la denuncia – che incide sul suo benessere psicofisico e mentale nonché sulle relazioni sociali”.
Daniele Camilli
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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