Viterbo – Pedopornografia online, in manette un 26enne viterbese.
Il giovane è stato arrestato dalla polizia postale di Roma e Lazio insieme ad altre due persone in flagranza di reato per produzione e detenzione di un’ingente qualità di materiale pedopornografico.
A finire in manette, oltre al giovane di Viterbo “trovato in possesso di ingente materiale pedopornografico”, anche un imprenditore romano di 48 anni “che scambiava immagini e video della figlia minore per essere ammesso in un gruppo esclusivo pedopornografico”, e un cameramen romano di 32 anni per detenzione di ingente materiale pedopornografico.
Il 48enne, nello specifico, sarebbe stato intercettato su una piattaforma di messaggistica e, come spiega la polizia, “per essere ammesso in un gruppo esclusivo pedopornografico scambiava foto della figlia”.
#poliziapostale Roma e Lazio con coordinamento #CNCPO arresta 3 uomini per produzione e detenzione di ingente quantitativo di materiale pedopornografico. Uno di loro per essere ammesso in un gruppo esclusivo pedopornografico scambiava foto della figlia #essercisempre #25giugno pic.twitter.com/5EVo6HgHCn
— Polizia di Stato (@poliziadistato) June 25, 2022
“A seguito di serrate indagini nel settore del contrasto alla pedopornografia online che portavano all’esecuzione di perquisizioni delegate dalla procura della Repubblica di Roma, personale del compartimento polizia postale del Lazio in collaborazione con la sezione polizia postale di Viterbo e sotto il coordinamento del Centro nazionale di contrasto alla pedopornografia online Cncpo del servizio polizia postale ha tratto in arresto 3 uomini in flagranza di reato per produzione e detenzione di ingente quantitativo di materiale pedopornografico – riporta la nota della questura -. Si tratta, rispettivamente, di un imprenditore romano che scambiava immagini e video della figlia minore per essere ammesso in un gruppo esclusivo pedopornografico, di un 26enne viterbese trovato in possesso di ingente materiale pedopornografico e di un cameramen romano di 32 anni.
Nello specifico il giovane italiano, incensurato residente in provincia di Viterbo, è stato arrestato in flagranza di reato nell’ambito di un’attività di contrasto internazionale sugli abusi sessuali nei confronti di minori. Le indagini – spiegano dalla questura -, che hanno portato al sequestro di diversi dispositivi informatici contenenti numerosi file pedopornografici, sono state avviate dopo una segnalazione nell’ambito della collaborazione internazionale relativa a numerosi episodi di caricamento di materiale pedopornografico su una nota piattaforma di cloud storage.
Dall’analisi dei flussi informatici gli investigatori della sezione polizia postale di Viterbo sono risaliti al profilo di un utente che deteneva immagini di abusi su minori. Durante la perquisizione, delegata dall’autorità giudiziaria, a seguito degli accertamenti svolti, sono stati rinvenuti nella disponibilità dell’indagato, per il quale è stata disposta la custodia cautelare in carcere, numerosi file di natura pedopornografica che vedevano coinvolti bambini anche in tenera età.
Per i tre arrestati – conclude la nota della questura – l’attività di indagine prosegue ora con l’analisi del materiale sequestrato per individuare eventuali ulteriori responsabilità, nonché il possibile coinvolgimento di altri minori. L’attenzione che la Polizia di Stato pone da sempre nei confronti del fenomeno dello sfruttamento sessuale dei minori online è molto alta, soprattutto in quest’ultimo periodo, in coincidenza con i due anni di pandemia, in cui le statistiche hanno evidenziato un’impennata notevole dei casi trattati.
Si rappresenta che i procedimenti penali si trovano ancora nella fase delle indagini preliminari ed i soggetti indagati devono ritenersi non colpevoli sino alla condanna definitiva”.
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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