Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Non si spengono ancora i riflettori sui gravi fatti accaduti nel carcere romano di Regina Coeli che registriamo nuove gravi aggressioni verso il personale di polizia penitenziaria.
A Viterbo è scoppiata una rissa tra detenuti ed è toccato ad un assistente intervenire per evitare che la situazione degenerasse ulteriormente, ma uno dei detenuti coinvolti si è scagliato contro il poliziotto e con un oggetto contundente lo ha ripetutamente colpito provocandogli un serio trauma facciale.
Nel frattempo a Taranto due ispettori dovevano ricorrere alle cure in ospedale per un detenuto che improvvisamente ha dato in escandescenza ed hanno cercato di immobilizzarlo per evitare danni peggiori verso altri detenuti e anche verso se stesso.
Ma anche a Palermo nel carcere di Pagliarelli due distinte aggressioni sono scattate all’interno dell’istituto verso il personale di polizia penitenziaria, con ben 4 agenti che sono dovuti ricorrere alle cure in ospedale.
Così non è possibile andare avanti, servono interventi straordinari che da un lato potenzino le scarse dotazioni organiche di personale in servizio, poliziotti sovraccaricati di svolgere turni su turni, di giorno e di notte senza più talvolta i necessari tempi di recupero psico-fisico, ma serve riorganizzare il modello operativo del lavoro che – per fronteggiare il sovraffollamento detenuti rispetto agli spazi ristretti delle camere di detenzione che ci contesta l’autorità europea – ha visto nei precedenti anni introdurre sistemi di vigilanza dinamica con reparti aperti, dove la popolazione detenuta crea condizioni di pericolose aggregazioni in gruppi ed altro e dove spesso scattano aggressioni diffuse interne.
Anche il nuovo capo DAP – il pres. Carlo Renoldi – sta cercando di intervenire in corso d’opera nelle attività del suo insediamento al Dipartimento, ma questa situazione è talmente critica che questa condizione obbliga non solo lo stesso Renoldi, ma anche la ,inistra della Giustizia Cartabia a dover intervenire con urgenza sulla questione aggressioni.
La Fns Cisl è pronta a qualsiasi confronto in sede tecnica ed in sede politica per arginare i fenomeni di violenza cui stiamo assistendo quotidianamente ma adesso serve dimostrare che lo stato c’è e che il sistema penitenziario deve dimostrare sicurezza, per chi ci lavora e per i cittadini.
Massimo Vespia
Il segretario generale Fns Cisl
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