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Viterbo - Comune - Da Lega, Pd e FdI pioggia di critiche all'ordine del giorno con cui si chiede di tornare indietro sulla cessione di quote per reperire capitale da investire: "Scelta che rischiano di pagare i cittadini"

“Talete, decisione al buio con un voto inconsapevole”

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo - Consiglio comunale - L'opposizione

Viterbo – Consiglio comunale – L’opposizione

Viterbo – “Talete, una decisione al buio e un voto inconsapevole”. Se tutti sono per l’acqua pubblica, le ricette cambiano. In consiglio comunale, pioggia di critiche da Andrea Micci (Lega) e dal resto dell’opposizione (tranne Luisa Ciambella) sulla scelta di votare l’ordine del giorno con cui si dice no all’ingresso di privati nella società idrica.

Allo studio la cessione del 40% delle quote. Occorrono fondi per investimenti, ma l’amministrazione Frontini vuole tornare indietro rispetto alla decisione presa lo scorso 10 giugno.

Nonostante i numeri: “La situazione debitoria di Talete – osserva il capogruppo Pd Alvaro Ricci – è di oltre 40 milioni di euro e si mantiene in equilibrio con con i crediti, che però sono di difficile esigibilità. Quindi un equilibrio non finanziario. Si rischia il default, ci sono 27 milioni di euro in morosità”.

Ricci prova a chiedere ai colleghi di maggioranza se conoscono a quanto ammonti l’aumento di capitale necessario. Nessuno lo sa. “Io nemmeno – continua Ricci – ma non è il 40% dei 400mila euro di capitale, saranno milioni di euro. Ecco perché io dico che serviva scegliere consapevolmente, dopo avere ascoltato bene qual è lo stato dell’arte. Altrimenti certe scelte rischiano di pagarle i cittadini”.

Ancora più netto, il capogruppo Lega Claudio Ubertini. Critiche a Ciambella per avere firmato l’ordine del giorno con la maggioranza e su Talete: “La mia posizione è che vada privatizzata, non conoscete a quanto ammontano i debiti e da quanti anni non riesce a fare investimenti e se le cose non vanno come dovrebbero, le conseguenze ricadranno sulle casse comunali, in quanto soci.

Quest’ordine del giorno raccoglie tutto, anche risentimenti politici che in questo caso andrebbero messi da parte”.

Dubbi anche dal collega Andrea Micci (Lega): “Sapete in che stato è la società? La situazione dei dipendenti, cos’è l’Ato o l’Egato. Ho sentito che c’è chi non lo sa. Il consiglio comunale si è insediato dal mese e questa è una decisione al buio, con un voto in consapevole. È grave”.

Per Laura Allegrini (FdI), cedere il 40% del capitale non vuol dire privatizzare, ma portare capitale fresco: “Altrimenti lo potrebbero mettere i comuni. Perché non lo fanno?”.

Alessandra Troncarelli (Pd) si concentra sulle scadenze che hanno portato alla decisione del 10 giugno. Entro il 30 settembre il servizio idrico va affidato al gestore unico. I comuni fuori devono entrare. C’è una procedura d’infrazione.

Ma la maggioranza non cambia idea. La sindaca Frontini non cambia idea: “Questo è un atto d’indirizzo politico, gli atti amministrativi verranno poi”.

Giuseppe Ferlicca


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27 luglio, 2022

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