Viterbo – “A Ronciglione non c’è umana pietà”. Il sindaco di Sutri, assessore alla bellezza di Viterbo e deputato della Repubblica Vittorio Sgarbi veste l’abito talare, quello medievale, per poi puntare il dito e scomunicare il sindaco di Ronciglione Mario Mengoni. Direttamente dalla sua macchina, con un video, tirando in ballo la morale del buon cristiano. Per poi minacciare di fare appello al prefetto e al procuratore capo. Di corsa, da Napoli ad Ascoli Piceno per inaugurare una mostra. La sua. L’ultima, di cui si ha memoria, è stata quella a palazzo Doebbing a Sutri quando l’amico Luca Barbareschi parlò davanti a tutti di “mafia dei froci e delle lesbiche” suscitando una polemica di livello nazionale.
“A Ronciglione non c’è umana pietà”. Perché? In sintesi il sindaco Mengoni non vorrebbe aiutare una signora sfrattata di casa, ma decisa ad andarsene, facendo in modo che le vengano concessi 10 giorni in più per fare il trasloco. L’uscita di casa sarebbe infatti prevista tra un paio di giorni. Va precisato inoltre che si tratterebbe di un appartamento privato e non di un’abitazione di proprietà comunale o dell’Ater. Sgarbi fa anche i nomi della signora sfrattata e dell’assistente sociale cui si sarebbe rivolta.
Vittorio Sgarbi in video
“Sto andando da Napoli ad Ascoli Piceno dove si apre la mostra della collezione delle mie opere nuove – spiega Sgarbi seduto in macchina -. Dopodomani sarò a Viterbo, iniziando la mia attività di assessore alla bellezza e ai monumenti. Nei miei progetti c’è un festival della Tuscia con molti dei meravigliosi comuni conosciuti magari per turismo”. Ne cita alcuni. “Chia, Bomarzo, Sutri, Ischia di Castro, Civita di Bagnoregio”. Dopodiché, e dopo aver evidenziato che “tutto questo fa parte della gioia di vivere che per qualcuno non è così facile. Tutti vivono mille difficoltà”, l’assessore alla bellezza passa al punto: “C’è una donna molto sensibile che io ho conosciuto. Gentile. Diventata povera, che ha avuto la sventura di trovare casa a Ronciglione. Ronciglione è uno dei comuni in cui avrei potuto o potrei svolgere il festival della Tuscia. Ma devo dire che il mio collega sindaco, collega sindaco che avrà qualità, è stato eletto due volte”. Qui si perde un po’, poi si riprende. “Si chiama Mengoni – prosegue Sgarbi -. La donna in esame, con tutti i problemi che ha, (dice il nome, ndr), ha trovato casa a Soriano e chiede 10 giorni in più rispetto allo sfratto per poter fare il trasloco”.
Viterbo – Piazza delle Erbe – Vittorio Sgarbi
“Se lo avessero chiesto a me come sindaco di Sutri, non avrei avuto dubbi. Mi pare invece che il Mengoni dubbi ne abbia e anche la sua assistente sociale (dice il nome, ndr). Ebbene, pensiamo che anche un sindaco deve essere e può essere un buon cristiano. Io non devo difendere nessuno. Non devo chiedere favori, ma se Vittorio Sgarbi chiama, con un rapporto con la Tuscia, da sindaco di Sutri e assessore alla bellezza e ai monumenti di Viterbo, potresti almeno valutare con gentilezza – a questo punto alza i toni – caro Mengoni, non trattare come una disperata questa povera donna”.
Ma non basta. Con una sterzata, si fa per dire, perché non se ne vede ragione, Sgarbi si appella anche al prefetto e al procuratore capo. “Chiamerò il prefetto – dice il deputato – chiamerò il procuratore capo e voglio vedere se per 10 giorni Ronciglione vorrà mostrare il suo aspetto più sinistro, più crudele, più cattivo. Non avrei voluto fare questo video, ma voglio che si sappia che a Ronciglione evidentemente non c’è umana pietà. Io non ho nessuna buona ragione, né personale, né altre. L’ho conosciuta, mi ha raccontato le sue condizioni e ho agito come potevo, chiamando il sindaco e mandando questa giovane donna dalla signora (dice il nome, ndr), assistente sociale”.
Sutri – Lillo Di Mauro e Vittorio Sgarbi
“Se non capiscono che dieci giorni per l’affitto di una casa che evidentemente ha avuto problemi – aggiunge il sindaco di Sutri – capisco perfettamente i proprietari, ma è ormai certo che questa donna lascia. Non credo ci sia la corsa per affittare la casa dei proprietari. Chiedo anche a loro di essere buoni cristiani. Che non si possa dire che a Ronciglione non c’è pietà. Si abbia pietà! Agirò fino in fondo, perché lo sfratto è fra 3 giorni, sia rimandato di quei 10 giorni che chiede (dice il nome, ndr)”.
Richieste, quelle di Sgarbi, che lasciano qualche dubbio. Non riguardo al titolo con cui chiede aiuto per la signora, legittimo, con l’augurio che tutto si possa risolvere, ma in merito ai destinatari del messaggio. Il solito, fatto in macchina, col dito puntato, talvolta senza un filo logico e senza contraddittorio. Se si tratta infatti di una casa privata, come lo stesso deputato-sindaco-assessore fa capire, che ruolo potrebbe avere Mengoni? Cosa potrebbe fare? Perché poi agganciare a questo discorso, il festival della Tuscia? In base a cosa verranno scelti paesi e città della provincia per prenderne parte? In base alle simpatie di Sgarbi? Perché poi proporsi come assessore e sindaco di città della Tuscia? Per puntare il dito contro altri colleghi definendone i paesi come luoghi dove “non c’è umana pietà” a partire da vicende tutt’altro che chiare? Perché screditare così una città? Perché infine, tirare per la giacchetta prefetto e procuratore capo, così, pubblicamente, come se Sgarbi avesse con loro un qualche filo diretto che gli permetta di agire direttamente di queste istituzioni? Infine, perché un sindaco deve essere per forza “un buon cristiano”?
“Ti è chiaro caro collega sindaco? – conclude il messaggio urbi et orbi il sindaco di Sutri -. Ti è chiaro quello che ti chiedo? Niente. Quello che io a te avrei fatto subito. Non mi pare un buon modo per iniziare una collaborazione fra Viterbo e Ronciglione. Non mi pare un buon modo”. Capito sindaco?
“L’umanità – aggiunge infine l’assessore alla bellezza e ai monumenti di Viterbo – il sentimento cristiano vuole che uno rifletta sui problemi di una persona che naturalmente chiama me perché sono l’unico che le risponde. Io non so che dire, non so che fare. Ma non è la mia impotenza che in questo caso è in gioco, come se io avessi un punto d’orgoglio. Non riesco a capire per quale ragione non la si possa aiutare. Non riesco a capirlo. La signora potrà lamentarsi nella sua anima e davanti al mondo di aver trovato a Ronciglione comportamenti non umani, che non è un buon segnale. Lo dico. Qualcuno forse ci ascolterà. Qualcuno forse avrà pietà. Mi auguro che il prefetto possa agire. Arrivederci caro sindaco, arrivederci cara assistente sociale e tutti gli auguri possibili alla signora”.
Daniele Camilli
Video: Sgarbi: “A Ronciglione non c’è umana pietà…”
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