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Civita Castellana - La preoccupazione del segretario generale Uiltec Alto Lazio, Fabio Ricchiuto sulla situazione del distretto ceramico: “Prezzo del gas e delle materie prime alle stelle, il governo si impegni a trovare soluzioni in maniera rapida"

“Chi può continua a produrre per non lasciare campo libero alla concorrenza, ma c’è incertezza per il futuro…”

di Barbara Bianchi
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Fabio Ricchiuto

Fabio Ricchiuto

Civita Castellana - Una fabbrica di ceramica

Civita Castellana – Una fabbrica di ceramica

Civita Castellana – “C’è preoccupazione al distretto ceramico di Civita Castellana. Il caro energia e l’aumento dei costi delle materie prime costringono le aziende a lavorare con margini ristretti e l’incertezza sul futuro si fa sentire”. Dalla voce di Fabio Ricchiuto, segretario generale Uiltec Alto Lazio, traspare tutta la precarietà della situazione che sta vivendo uno dei più grandi comparti europei di ceramica. Quello di Civita Castellana. 

“A vivere le difficoltà maggiori, al momento, sono le aziende che producono stoviglieria – spiega -, e una di loro è stata costretta a mettere i propri dipendenti in cassa integrazione. Quelle che producono sanitari e arredamento bagno stanno cercando di andare avanti. Seppur tra mille difficoltà, infatti, hanno margini di guadagno più ampi e questo permette loro di proseguire con la produzione”. A mettere a dura prova le aziende, i rincari sul prezzo del gas, arrivato a costare 300 euro a kilowattora e quello delle materie prime. E “lavorare a queste condizioni significa rimetterci” ha spiegato il collega di Ricchiuto, Mauro Vaccarotti della Filctem Cgil.

“Ciononostante – ci tiene a sottolineare Ricchiuto -, specialmente le aziende del ramo sanitario stanno continuando a lavorare per mantenere i clienti e accontentare le richieste di mercato. Uno stop alla produzione, ora, significherebbe lasciare campo libero alla concorrenza. Già con l’aumento del costo dell’energia e dei costi delle materie prime le aziende civitoniche sono meno competitive a livello europeo, se poi si smettesse di combattere e difendere il proprio mercato, sarebbe la fine”. 

E dai sindacati arrivano le richieste di intervento al governo. “Con la cassa integrazione, un operaio arriva a percepire a fine mese 900 euro netti. Una cifra irrisoria per chi ha una famiglia da mantenere o è monoreddito – prosegue il segretario generale Uiltec Alto Lazio -. Per questo chiediamo che il governo si impegni a trovare in maniera rapida soluzioni e si impegni seriamente a tutelare e salvaguardare le aziende e il Made in Italy”.

“Il caro energia e l’aumento dei prezzi delle materie prima sono una precisa manovra speculativa che nulla ha a che vedere con la guerra o con quello che ci raccontano. È una scelta precisa del governo, che serve ad affossare l’imprenditoria italiana, già martoriata dal Covid – conclude -. Chiediamo solo di non essere presi in giro”.

Barbara Bianchi


Articoli: Italia Viva Viterbo: “Caro-energia per il distretto ceramico, nei prossimi giorni visiteremo le aziende” – Vaccarotti, Filctem Cgil: “Caro energia, al distretto ceramico oltre cento lavoratori in cassa integrazione” – Rincari gas e energia, è crisi al distretto ceramico di Civita Castellana


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1 settembre, 2022

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