Bolsena – (eli.ca.) – Il livello dell’acqua del lago di Bolsena è sceso di quasi un metro.
A fine agosto era di circa 50 centimetri e a rilevarlo era stato l’Osservatorio del lago di Bolsena.
Ma il livello è calato ulteriormente fino a raggiungere quasi un metro.
Un abbassamento portato sicuramente dalla totale assenza di piogge nel mese estivo e dalla conseguente siccità.
Ma secondo i sindaci di tre cittadine che si affacciano sul bacino – Mario Fanelli (Capodimonte), Maurizio Lacchini (Marta) e Paolo Dottarelli (Bolsena) – non si è abbassato a tal punto da poter creare troppi allarmismi o disagi al tursimo.
“Con l’acqua che sta facendo in questi giorni qualche centimetro sicuramente è cresciuto – spiega Fanelli -. Ma, dagli ultimi dati, so che il livello è calato anche a 90 centimetri. Purtroppo quest’anno senza pioggia e con la siccità è stato inevitabile. Tuttavia il nostro porto è tutto navigabile, non abbiamo avuto problemi. Fatta eccezione per qualche barca a vela che era ancorata con la chiglia fissa“.
Qualche disagio in più per i pescatori sul lato di Marta. “Ad avere qualche problema in più sono stati i pescatori nell’uscire con le barche – racconta Lacchini -. E’ stato un po’ complicato. Però con i temporali degli ultimi giorni un pochino il livello è cresciuto. Ci sono stati dei punti dove l’acqua non è stata mai così bassa. In passato, intorno al 20o4 se non ricordo male, c’era stato un altro forte abbassamento del lago ma comunque non a questi livelli.
Manca ancora acqua ma stiamo migliorando – precisa Lacchini -, sperando che l’inverno sia piovoso ma non faccia danni come è successo nelle Marche. La settimana passata abbiamo avuto una tromba d’aria ma ci auguriamo che piova nel giusto”.
Piccoli disagi legati soltanto alla zona del porto a Bolsena, ma nessun cambiamento per turisti e cittadini. “Abbiamo avuto qualche piccolo problema solo al porto – dichiara il sindaco Paolo Dottarelli – ma minimali. Anche perché avevamo fatto un intervento di pulizia a giugno e di fatto abbiamo risentito minimamente. Certamente, però, il lago si è abbassato in maniera abbondante. Nessun problema turistico. Si è scoperta la spiaggia, una spiaggia abbondate mai avuta.
Nel porto, in ogni caso, le difficoltà sono state gestibili – precisa Dottarelli -. Con le piogge del momento ad occhio ancora non si nota un aumento vero e proprio. Al di là dell’acqua che cade nel lago, quella che va nei terreni circostanti, prima di andarsi a riversare nel bacino, ci mette un po’ di tempo. Sicuramente con l’inverno si recupererà. Ma il lago di Bolsena ha una profondità tale che questa diminuzione non ha influito in nessun modo nel discorso turistico e nella navigazione“.
Stando a quanto riportato dall’Osservatorio lago di Bolsena in un report di fine agosto, la causa dell’abbassamento non sarebbe da attribuire solo ed esclusivamente alla siccità, ma anche a una questione di gestione. “Tutti i laghi soffrono e anche il nostro, con un livello di circa 50 cm sotto la media pluriennale in continua discesa – spiegano dall’Osservatorio -. Responsabile, certo, la mancanza di piogge, ma anche una gestione che non tiene conto né della sua specifica vulnerabilità, né del pericolo che incombe su di lui”.
Il lago di Bolsena, stando ai dati riportati dall’Osservatorio, può fornire acqua per i vari usi in maniera limitata e questo, unito ai cambiamenti climatici, lo rende molto vulnerabile.
“Il lago di Bolsena – spiegano dall’Osservatorio – riceve la sua acqua dalle piogge che cadono su un’area decisamente piccola definita dall’insieme dei bacini imbrifero e idrogeologico. Quest’area è solo circa 3 volte più grande dello specchio del lago (situazione simile a quella degli altri laghi vulcanici dell’Italia centrale), mentre per i laghi alpini questa zona di raccolta è molto più grande, fino a 30 volte più estesa dello specchio per il Lago Maggiore: la disponibilità del nostro lago a fornire acqua per i vari usi e consumi è quindi molto limitata, fatto che lo rende vulnerabile e richiama alla prudenza”.
L’Osservatorio propone quindi delle possibili soluzioni per proteggere il lago, tra cui il controllo delle uscite e delle entrate di acqua.
“Possiamo intervenire sulle uscite di acqua in due modi, riducendo sia i prelievi che il deflusso dal fiume Marta” spiegano. Ma si possono mettere in campo anche “un insieme di misure agricolturali per ridurre la evapotraspirazione” ovvero “la perdita d’acqua per evaporazione dai suoli nel comprensorio e per rilascio all’atmosfera dalla vegetazione di copertura”.
E ancora. “Abbiamo anche la possibilità di intervenire, ma solo entro certi limiti, sulle entrate di acqua nel lago tentando di aumentare la quantità di piogge che cade sul suo bacino”.
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