Civita Castellana – Gara per l’appalto dei rifiuti bocciata dall’anticorruzione, bando da rifare perché limita la concorrenza.
È il bando per un importo di 15 milioni 764mila euro del 28 settembre, bocciato con delibera del 19 ottobre dall’Anac, che dà alla pubblica amministrazione un mese di tempo, 30 giorni, per rimettere a punto, secondo le indicazioni del codice degli appalti, la gara pubblica per l’individuazione del socio privato e partner industriale della Sate, la società che gestisce il servizio rifiuti a Civita Castellana, controllata al 51% dal comune.
La Sate lavora con l’Azienda Consortile Lazio partner privato da 21 anni, prima con regolare affido e dal 2016 in virtù di proroghe.
Il nuovo bando, è stato pubblicato dal comune allo scopo di regolamentare la situazione e fornire alla Sate un socio privato con regolare appalto. Ma per l’Anac il bando, così come pubblicato, è totalmente illegittimo e lede il giusto principio della concorrenza.
“In un contesto in cui il contratto di partecipazione del socio privato è stato ininterrottamente prorogato da ben sei anni -spurga l’Anac – il divieto generalizzato dell’avvalimento previsto dal bando, accanto alla previsione di un triennio di riferimento per la comprova dei requisiti non coerente con la norma, determinano un restringimento ingiustificato della possibilità di partecipazione degli operatori economici”.
L’Anac, invitando all’annullamento di tutti gli atti di gara, raccomanda “in occasione della futura e successiva riedizione della procedura di gara, una rivalutazione della complessiva documentazione anche alla luce degli ulteriori vizi evidenziati nella delibera”.
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