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Roma - Drammatico appello di Alberto Piperno su Facebook: "Non avevamo più notizie di Alessia da giorni" - Ore di angoscia per le sorti della ragazza

Figlia telefona in lacrime al padre: “Aiutatemi! Sono in prigione a Teheran, in Iran…”

di Daniele Camilli
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Roma – Una figlia telefona al padre, in lacrime, dopo che non si faceva più viva giorni. “Sono in prigione a Teheran. In Iran”. Poi più nulla, nessun altra notizia o qualcosa a cui appigliarsi. La figlia si chiama Alessia, 30 anni appena compiuti. Il padre è invece Alberto Piperno, romano. Suo l’appello lanciato ieri sera su Facebook.


Alessia Piperno

Alessia Piperno


“Questa ragazza è Alessia Piperno, ed è mia figlia – scrive Piperno sul suo profilo, postando la foto della figlia -. È una viaggiatrice solitaria, gira il mondo per conoscere usi e costumi dei popoli. Si è sempre adeguata e rispettato le tradizioni e, in certi casi, gli obblighi, di ogni paese che ha visitato. Erano 4 giorni che non avevamo sue notizie, dal giorno del suo 30 compleanno, il 28 settembre. Anche il suo ultimo accesso al cellulare riporta quella data. Stamattina arriva una chiamata. Era lei che piangendo ci avvisava che era in prigione. A Teheran. In Iran”.


L'appello lanciato da Alberto Piperno sulla sua pagina Facebook

L’appello lanciato da Alberto Piperno sulla sua pagina Facebook


In Iran, recentemente, la morte di Mahsa Amini, la giovane arrestata dalla polizia religiosa per aver indossato l’hijab “in modo inappropriato”, ha scatenato contestazioni in tutto il paese. 


Alberto Piperno

Alberto Piperno


“Era stata arrestata dalla polizia insieme a dei suoi amici – prosegue l’appello del padre su Facebook – mentre si accingeva a festeggiare il suo compleanno. Sono state solo poche parole ma disperate. Chiedeva aiuto. Ci siamo subito mossi con la Farnesina, abbiamo chiamato l’Ambasciata italiana a Teheran. Ma ancora non sappiamo niente, neanche il motivo della reclusione. Ci dicono che si stanno muovendo… E noi genitori, e il fratello David, non riusciamo a stare con le mani in mano. Non si può stare fermi quando un figlio ti dice ‘vi prego, aiutatemi’… Non sono un postatore di foto e non uso quasi mai social ma oggi non ho potuto farne a meno… Voglio che si sappia e che questa notizia raggiunga più persone possibili, magari arrivare a quella giusta che può aiutarci”.


Alessia e Alberto Piperno

Alessia e Alberto Piperno


Infine, un post scritto invece da Alessia Piperno sulla sua pagina Facebook, il 7 maggio scorso quando si trovava in Pakistan.

“Durante questi ultimi sei anni di viaggio, mi sono resa conto che non ero io a scegliere le terre dove avrei camminato, ma sono state loro a chiamare me. Non colleziono timbri sul passaporto, e se me lo chiedete, non so quanti paesi ho visitato, perché non è il numero, è l’esperienza, sono i profumi, sono il sentirsi il tutt’uno con una terra, che conta davvero. Sono arrivata in Pakistan due settimane fa, come donna sola, senza guida, in tanti mi hanno detto che ero incosciente, ma dentro di me, sapevo che siamo stati bombardati di idee sbagliate su questo paese. E per fortuna, ho dato retta alla mia voce, solo alla mia maledetta voce. Ed eccomi qui, nel pieno centro dei uno dei miei viaggi più belli, tra la popolazione più accogliente e generosa che io abbia mai incontrato, tra i rumori di Lahore, e le mosche di Islamabad, tra le valli di Swat e Chitral, e tra una natura che non viene mai raccontata di questa parte di mondo. Tra pochi giorni salirò ancora più a nord, dove mi aspetta una moto e le vette dell’Himalaya. Scrivo questo post per due motivi. Il primo è che voglio mostrarvi le bellezze di questo paese. Il secondo è per dirvi “non dategli retta”. Non date retta a chi si permette di parlare male di questa terra, e se dentro di voi vive il desiderio di visitare il Pakistan, non continuate a pensarci su, venite qui, e vi rendete conto di quanta magia si può nascondere in un solo paese””.

Daniele Camilli


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3 ottobre, 2022

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