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Rapporto semestrale Dia - Secondo la relazione per festeggiare l'arrivo di detenuti - Indice di permeabilità, Viterbo al 44° posto su 106 province 

“Infiltrazioni mafiose, fuochi d’artificio a Mammagialla…”

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Direzione investigativa antimafia

Direzione investigativa antimafia

Viterbo (sil.co.) – Infiltrazioni mafiose nell’alto Lazio, secondo la relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia presentata dal ministro dell’interno sarebbero caratterizzate dalla presenza di “organizzazioni autoctone attive nel narcotraffico, nell’usura, nelle estorsioni e nella commissione di reati di tipo predatorio, e dalla presenza di soggetti contigui alle tradizionali organizzazioni mafiose, e in particolare alla ‘ndrangheta”.

I dati sono relativi al secondo semestre del 2021. Frosinone e Latina, tra le province del Lazio, sono considerate quelle più a rischio, con un indice di permeabilità medio-alto in quanto collocate rispettivamente al 22esimo e 26esimo posto su 106 province prese in esame, mentre Viterbo e Rieti occupano rispettivamente la 44esima e 45esima posizione.

Entrando nello specifico, per quanto riguarda la provincia di Viterbo, viene definito: “Significativo e meritevole di approfondimento lo sfarzoso spettacolo pirotecnico nella strada che costeggia il penitenziario, che sarebbe stato organizzato per festeggiare l’arrivo di 300 detenuti, la maggior parte di alta sicurezza, trasferiti dal carcere di Frosinone a quello di Viterbo”. 

“Diversi fuochi di artificio – si legge nel rapporto – sono stati eseguiti il 18 novembre 2021 proprio a ridosso delle mura del reparto dove sono reclusi i detenuti dell’alta sicurezza fra cui anche personaggi di spicco (alcuni dei quali condannati all’ergastolo) di camorra, mafia siciliana e ‘ndrangheta”. 

E ancora: “Oltre al fine illecito direttamente perseguito dai sodalizi, in una realtà urbana di poco superiore ai 60 mila abitanti, l’episodio potrebbe essere considerato dalla cittadinanza come un segnale della presenza di gruppi di ‘ndrangheta riconducibili ai Mollica, Trovato, Nucera, Giampà, Mammoliti, Libri, Zumbo-Gugliotta, nonché ai Piromalli e alle compagini autoctone dei Casamonica quest’ultimi interessati principalmente all’area di Tarquinia e Montalto di Castro dove significativi investimenti hanno portato all’acquisizione di numerose attività”.

In primo piano i traffici di stupefacenti. Sotto i riflettori in particolare l’arresto compiuto il 12 novembre 2021 dalla polizia di tre albanesi “protagonisti di numerosi furti in abitazione che il 29 ottobre precedente, per sottrarsi a una normale attività di controllo, avevano anche procurato significative lesioni al volto ad uno degli agenti che stava eseguendo gli accertamenti riuscendo a darsi alla fuga”.

“Le indagini condotte a seguito di quest’episodio hanno anche portato, oltre all’arresto dei responsabili, a un parziale recupero di refurtiva rinvenuta all’interno di un bungalow sull’Aurelia”, si legge nella relazione.

Poi l’ennesima condanna al boss di mafia viterbese Ismail Rebeshi. Si tratta della sentenza, con rito abbreviato con cui, il 29 ottobre 2021, il tribunale di Roma condannato l’albanese a 16 anni per spaccio tra Ardea e Pomezia.


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3 ottobre, 2022

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