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Coronavirus - L'attacco di Antonella Bruni ai passati governi: "Ingiustificati tutti i provvedimenti, sono stati una violazione palese e drammatica dei diritti dei cittadini"

“Covid, la gestione dell’epidemia è stata un gigantesco trasferimento di denaro pubblico ai privati”

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Antonella Bruni

Antonella Bruni

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – A seguito di alcuni interventi pubblicati sulle fasi finali della gestione pandemica, mi sembra giusto offrire prospettive di valutazione alternative.

L’attuale governo ha dichiarato che la guida politica che lo ha preceduto ha usato un approccio ideologico nel contrasto al Covid e di volere quindi una chiara discontinuità, aggiungendo di ritenere necessario costituire una commissione parlamentare d’inchiesta su tale argomento, che si affiancherà alle tante inchieste giudiziarie già in atto e alle molte altre che inevitabilmente seguiranno.

Credo sia di palese evidenza che negli ultimi trentacinque mesi in Italia siano stati affievoliti, compressi e in alcuni casi aboliti principi di libertà e garanzie costituzionali sull’altare di un’emergenza sanitaria sostenuta da un mainstream a senso unico e con evidente carenza di serio dibattito dialettico in contraddittorio.

In sostanza, si è tentato di far credere ai cittadini che il cosiddetto modello Italia di gestione epidemica sia stato efficace e preso a modello dagli altri paesi, ma in realtà non è andata così. Vaste aree geopolitiche (Africa, Sud America, India, est Europa, paesi scandinavi) hanno adottato approcci molto diversi, evitando sia provvedimenti liberticidi, sia d’imprimere un colpo recessivamente mortale alla propria economia.

Al netto di qualsiasi polemica è ormai assodato, al di là di ogni ragionevole dubbio, che i vari vaccini a tecnologia mRna, oltre ad essere tuttora sperimentali, non impediscono la trasmissione del virus (rendendo quindi ingiustificato il green pass), non proteggono dalla malattia (salvo un’ipotetica riduzione della gravità di essa) e palesano effetti avversi sempre più evidenti e diffusi, malgrado non sia stata attivata la farmacovigilanza attiva per monitorarli correttamente (e questo è un altro fatto inquietante).

Se è vero che l’OMS non ha mai dichiarato la pandemia e ha più volte definito il Covid come un’epidemia influenzale “facilmente trasmissibile e a bassa mortalità” è lecito chiedersi se i provvedimenti presi siano giustificati. La risposta non può che essere negativa. Giuridicamente essi hanno costituito una violazione palese e drammatica dei diritti dei cittadini, andando a costituire un precedente inaccettabile, senza se e senza ma. Tuttavia, se possibile, il vulnus ancora più grave è stata la crisi economica scientemente provocata. In generale, la gestione epidemica è stata un gigantesco trasferimento di denaro pubblico a soggetti privati (si pensi al costo per l’acquisto dei sieri genici, moltissimi dei quali sono scaduti per inutilizzo, ovvero dei tamponi, delle mascherine, dei gel, dei plexiglas di separazione, per finire al grottesco acquisto di banchi scolastici a rotelle). Tutte queste assurdità, unitamente ai provvedimenti liberticidi (lockdown, coprifuoco, limitazione di movimento, didattica a distanza, smart working, chiusura delle attività produttive) hanno generato una micidiale combinazione recessiva. Rammento qualche dato macroeconomico, a gennaio 2020 il PIL era +0,1, attualmente siamo a circa -8,9, il debito pubblico -già tra i più alti dei paesi occidentali-  è aumentato di circa 500 miliardi di euro, raggiungendo la cifra record di circa 2700 miliardi di euro. Fatto ulteriormente censurabile, gli ultimi governi hanno spacciato Mese e Recovery Fund come straordinarie opportunità, mentre sono quasi tutti soldi a prestito da restituire, quindi ulteriore debito che avvicinano l’Italia al punto di non ritorno di un default rovinoso.

Credo sia corretto definire gli ultimi tre governi i peggiori della storia repubblicana sotto qualsiasi punto di vista, non avendo essi conseguito alcun risultato positivo, in nessun settore, consegnando il paese e i cittadini ad un presente e soprattutto ad un futuro che definire incerto è una professione di sfrenato ottimismo.

Quanto sopra è oggettivo e, dati alla mano, non confutabile, quindi ritengo sia opportuno, al di là delle inchieste giudiziarie che dovranno portare a processo i responsabili di tali rovine, invertire rapidamente la rotta, ammettendo i gravi errori commessi, non solo dalla centralità governativa, ma a tutti i livelli e, come hanno fatto e stanno facendo molte nazioni, chiedere scusa ai cittadini e poi tacere; insistere mi sembrerebbe diabolico.          

Antonella Bruni


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14 novembre, 2022

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