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Montalto di Castro - Intervengono il presidente e il direttore generale dell'Ater, Grazini e Urbani: "Ora è emersa la possibilità di un trasferimento a Tarquinia"

“Disabile relegato in casa, la famiglia ha rifiutato il cambio d’alloggio in attesa di comprare il montascale”

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Viterbo - Il presidente dell'Ater Ivan Grazini

Viterbo – Il presidente dell’Ater Ivan Grazini

Montalto – Riceviamo e pubblichiamo – “L’Ater di Viterbo sta facendo tutto il possibile per andare incontro alle legittime richieste di alcuni utenti con disabilità: affermare che l’azienda ha abbandonato questi inquilini, come hanno fatto in questi giorni alcuni organi di stampa, è pertanto non corrispondente al vero, come testimonia la documentazione in nostro possesso”. È quanto dichiarano il presidente dell’Ater di Viterbo, Ivan Grazini, e il direttore generale, Fabrizio Urbani.

“Per quel che riguarda le problematiche evidenziate dal nucleo familiare del signor Coppola a Civita Castellana – spiegano i vertici Ater – l’azienda non solo non si è disinteressata, ma ricorda che l’appartamento è situato al terzo piano ed è servito da un montascale precedentemente installato dall’Ater stessa, su richiesta del medesimo inquilino, che ne risulta unico fruitore. A seguito di una successiva richiesta di intervento manutentivo da parte dell’inquilino, l’Ater ha avviato lo scorso 29 giugno le procedure per l’affidamento di lavori di manutenzione straordinaria del montascale all’impresa Capital lift srl. La ditta, però, non è ancora riuscita a eseguire i lavori, per le note problematiche legate alle difficoltà di reperire materiale sul mercato, come i pezzi necessari per riparare il montascale in uso al signor Coppola: appena i pezzi arriveranno, i lavori saranno avviati”.

“Quanto al cambio alloggio richiesto dal signor Coppola – aggiungono i vertici aziendali – si fa presente che ad oggi non è nella disponibilità dell’azienda nessun alloggio idoneo alle condizioni fisiche del richiedente: l’alloggio individuato e segnalato per il cambio dal signor Coppola (e ad oggi occupato abusivamente) non poteva essere assegnato allo stesso inquilino, in quanto non adatto a un soggetto con dichiarati problemi deambulatori, presupposto proprio della richiesta di cambio, perché situato al primo piano di uno stabile non dotato di ascensore né montascale, accessibile esclusivamente attraverso due rampe di scale. E, comunque, lo stesso alloggio proposto dal signor Coppola è di 98 metri quadrati (a fronte degli 80 metri quadri dell’alloggio attualmente occupato dal nucleo familiare del richiedente, costituito da tre persone) e risulta, quindi, sovradimensionato per quel nucleo familiare, in base a quanto stabilito dal regolamento regionale numero 2/2000, articolo 12 (Standard dell’alloggio di Erp)”.

“Per quello che concerne, invece, la vicenda di Montalto di Castro – proseguono i vertici dell’Ater di Viterbo – l’installazione del macchinario, per favorire le uscite di Luca, deve fare i conti con l’assenza di fondi per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Anche in questo caso, però, l’azienda, in attesa di poter finanziare i lavori per il montascale, ha cercato una via d’uscita, attraverso il cambio di alloggio: oltre ad alcune soluzioni già proposte e rifiutate dalla famiglia, proprio nei giorni scorsi è emersa la disponibilità di un appartamento al secondo piano, con ascensore, a Tarquinia, ossia a pochissimi chilometri da Montalto, dove, tra l’altro, Luca ha i suoi interessi. E questa è l’unica soluzione possibile, al momento, per venire incontro alle richieste della famiglia e dello stesso Luca, che deve, però, essere necessariamente inserito nel nucleo familiare: senza la sua presenza, infatti, è impossibile per l’azienda procedere al cambio alloggio”.

“Tutto questo – concludono Grazini e Urbani – dimostra come l’azienda stia facendo davvero il possibile per venire a capo delle due situazioni, malgrado le notissime ristrettezze di bilancio. E nessuno tiene in debita considerazione il fatto che le Ater vivono grazie ai canoni di locazione, che sono molto bassi (nel 40% dei casi gli inquilini hanno canoni sociali, fissati a 7,75 euro mensili) e non arrivano a coprire le spese di manutenzione degli alloggi. Questo fa sì che anche l’installazione di un montascale, che comporta una spesa di circa 25mila euro, rappresenti un grosso ostacolo. In questo quadro, l’Ater ribadisce la massima disponibilità alla collaborazione e auspica, per il futuro, un confronto costruttivo con tutti i soggetti interessati, al fine di risolvere concretamente i problemi”.

Ater Viterbo


 – “Disabile prigioniero in casa perché nel palazzo non c’è il montascale”


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17 novembre, 2022

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