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Roma - L'Anaao Assomed: "Il reintegro dei non vaccinati non risolve il problema della carenza di personale, vorremmo quindi capire quali sono i veri motivi della decisione del governo"

Il sindacato dei medici ospedalieri: “Non assegnare i sanitari no vax ai reparti con pazienti fragili”

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Roma – “Non assegnare i medici e i sanitari non vaccinati contro il Covid-19, e reintegrati negli ospedali, ai reparti con pazienti fragili maggiormente a rischio”. A chiederlo è Pierino Di Silverio, segretario nazionale Anaao Assomed, il sindaco dei medici ospedalieri più rappresentativo d’Italia.


Dottore

Operatore sanitario


Nella giornata di ieri, infatti, il primo consiglio dei ministri realmente operativo del governo Meloni ha deciso il reintegro anticipato a partire da oggi, e non più dal 31 dicembre, di tutti gli operatori sanitari sospesi per non aver ottemperato all’obbligo di vaccinarsi contro il Covid. Secondo l’esecutivo, questa misura serve sia ad accelerare il ritorno alla normalità che a contrastare la carenza di personale sanitario negli ospedali italiani. Una misura, però, che da ieri sta facendo discutere tra chi la sostiene e chi, invece, la ritiene un favore ai no vax.

Secondo quanto Pierino Di Silverio ha detto all’Ansa, il decreto approvato ieri dal governo è stato però fatto “senza il coinvolgimento delle parti sociali e non risolve assolutamente il problema della carenza di medici negli ospedali”.

“Questo provvedimento ci lascia perplessi soprattutto per il ‘deficit comunicativo’ da parte del governo – ha affermato il segretario di Anaao Assomed -. Fino a ieri i no vax, come da tutti convenuto, non dovevano assolutamente essere presenti in ospedale, mentre da oggi in poi tutto torna alla precedente normalità. Ma così si lascia spazio a contenziosi e ancora una volta si crea una confusione comunicativa che fa male soprattutto ai cittadini ed a tutto il sistema sanitario”.

“Il minimo è che questi medici e sanitari non vaccinati reintegrati non vengano assegnati a reparti ad alto rischio – ha aggiunto -. Anche perché se l’obiettivo è colmare le carenze di personale, non è così che si può risolvere questo problema: l’azione è sbagliata, dato anche il numero ridotto di questi medici, e ci vogliono piuttosto degli interventi strutturali finora mancati. Francamente vorremmo capire quali sono i veri motivi alla base di tale decisione”.

Dello stesso avviso anche Giovanni Migliore, presidente Federazione italiana aziende sanitarie e ospedaliere (Fiaso). Che, come riporta Tgcom, precisa che le situazioni dei medici non vaccinati saranno reintegrati negli ospedali “saranno valutate caso per caso rispetto all’assegnazione nei reparti, a tutela sia del medico sia dei pazienti”.


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1 novembre, 2022

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