Civita Castellana – Romano Rossi saluta la comunità di Civita Castellana, della quale è stato vescovo per quindici anni. Al suo posto, a gennaio arriva Marco Salvi, di origine toscana come colui che lo ha preceduto.
Civita Castellana – Il vescovo Romano Rossi
Nella giornata in cui la chiesa cattolica celebra la solennità della sacra famiglia, Romano Rossi ha salutato il popolo di fedeli che ha guidato per quindici anni. Una cattedrale gremita, sacerdoti, sindaci e gente comune, nessuno è voluto mancare.
Accolto da un fragoroso applauso, Romano Rossi ha rivelato tutti i suoi volti, uomo di fede profonda ma anche fragile, con la voce rotta dall’emozione diverse volte. “Quando quindici anni fa, durante la mia ordinazione episcopale, salutai la comunità presente ebbi poche parole per Civita Castellana – ricorda Rossi – ma ancora non avevo attaccato qui il mio cuore”.
“Il peso del compito che mi era stato affidato era troppo grande – prosegue – ma confidavo nel Signore. Lui è stato fedele, e la sua fedeltà ha il nome della beata Cecilia Eusepi e di don Pierluigi Quatrini. Attraverso queste figure ci siamo concentrati sull’essenziale”.
Lascia spazio anche all’ilarità, “se avessi accettato tutti gli inviti a pranzi e cene sarei il triplo di come sono adesso”, per poi tornare nuovamente serio: “mi avete arricchito, mi sono sentito custode di tesori grandi, che non sono i miei ma quelli della tradizione cristiana”.
Civita Castellana – Il vescovo Romano Rossi accolto da un grande applauso
Alla fine l’emozione prende il sopravvento, e a tratti la voce di Rossi è rotta. “Questo giorno è in parte sofferto, ma sono lucidamente consapevole che questo è il bene per voi e per me. Noi siamo quello che siamo, e siamo chiamati a dare testimonianza. Questo è per me un momento di grazia, e voglio raccontarvelo facendo mie le parole del cardinale Martini”.
La commozione diventa palpabile, mentre Rossi legge lo scritto dell’uomo di chiesa a cui lo accomuna anche la malattia. “Padre, so che anche questo mio tempo sarà prezioso ai tuoi occhi, perché continuo a essere tuo figlio. Il tempo che mi darai, lo farò diventare tempo di grazia. Quando sarà la morte a bussare, sarai tu Signore, a entrare”.
E poi, un lungo applauso. Quasi come se in quell’applauso tutti volessero abbracciarlo, quel pastore libero e appassionato, una persona che spende e spreme la sua vita per servire Dio e i fratelli. E lui, ha ringraziato ognuno e ciascuno, preoccupandosi di non dimenticare nessuno.
Giusi De Novara
– Il sindaco Luca Giampieri: “Il vescovo Rossi ha scritto pagine importanti, con attenzione alla società, alle famiglie e agli ultimi…”
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