Viterbo – “750 sindaci e 93 province che hanno già aderito, più tutte le pro loco d’Italia. In tutto 1250 soggetti istituzionali”. Il progetto “2023, anno del turismo di ritorno” sbarca anche nella Tuscia. E lo fa con un convegno alla sala Benedetti della provincia di Viterbo.
Viterbo – La presentazione di “2023, anno del turismo di ritorno”
A presentarlo è Michelangelo Lurgi, presidente della Rete Destinazione Sud. “Un progetto – ha esordito Lurgi – destinato ai piccoli borghi e alle aree interne”.
Ad intervenire, assieme a Lurgi, anche Francesco Monzillo, segretario generale della Camera di commercio Rieti-Viterbo, Luigi Franceschi, direttore del Comitato esecutivo Cethegus Scpa, Claudio Nardocci, presidente Unpli Lazio, Virgilio Gay della cooperativa La Torre, idee in azione, Vincenzo Peparello presidente Cat Sviluppo imprese Viterbo.
Vincenzo Peparello e Michelangelo Lurgi
L’incontro è parte della programmazione del progetto 2023 anno del turismo di ritorno, primo anno del programma quinquennale “Ritorno in Italia 2023-2028”, al quale oggi oltre 50 comuni delle province di Frosinone, Latina e Viterbo hanno già aderito formalmente con delibera e firmando il protocollo d’intesa con Rete Destinazione Sud, promotrice dell’evento.
Il progetto “2023 Anno del turismo di ritorno. Alla scoperta delle origini” è rivolto ai connazionali residenti all’estero e agli oltre 70 milioni di connazionali di seconda, terza e quarta generazione che vivono all’estero affinché si facciano ambasciatori delle bellezze dei luoghi da cui provengono.
Maurizio Palozzi
“L’Idea che muove il progetto – ha spiegato Lurgi – è quella di rilanciare l’immagine dell’Italia e di promuovere il paese attraendo turismo e investimenti, favorendo l’export, gli incontri commerciali e creando collaborazioni stabili con i nostri connazionali. Il Turismo di ritorno sarà una leva che ci consentirà, attraverso la promozione delle tradizioni regionali, delle eccellenze, dei borghi e dei territori da dove è partita l’emigrazione, di intercettare i nostri connazionali che sono interessati alla ricerca delle proprie origini e a conoscere l’Italia”.
“Un’iniziativa – ha commentato infine il vicepresidente della provincia Maurizio Palozzi – che ha come obiettivo quello di far diventare la provincia la casa dei comuni. Portando avanti le professionalità giuste per il turismo di ritorno”.
Daniele Camilli
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