Roma – (p.cas.) – “Bullizzato da mesi, ora dopo insulti e prese in giro non vuole più uscire di casa”. La storia di un giovane pallanuotista della provincia di Roma raccontata da Bo Guerreschi, presidente di “Bon’t worry”, associazione contro le violenze di genere.
“Prese in giro sull’aspetto fisico e continui attacchi, alla fine Pietro (nome di fantasia, ndr) non ha più retto”. Una vicenda che farà molto discutere, ora che ci sono anche due denunce e la possibile apertura di un’inchiesta da parte della Federazione italiana nuoto. Lo racconta Bo Guerreschi, presidente di “Bon’t worry”, associazione contro le violenze di genere.
Una piscina – Foto di repertorio
“Il ragazzo ha 16 anni e gioca nell’under 20 di una squadra di pallanuoto della provincia di Roma – spiega Bo Guerreschi -. Da mesi veniva bersagliato da un compagno di squadra, senza che i coach prendessero le sue difese o intervenissero per trovare una soluzione, anzi. “Apprezzamenti” anche sul modo di giocare, critiche continue, pure da parte degli allenatori stessi. Pietro, dopo l’ennesima presa in giro, ha reagito colpendo con un pugno al volto il bullo, che a sua volta ha risposto prendendolo per il collo e successivamente denunciandolo per lesioni.
Un pallone in piscina – Foto repertorio
“Pietro è stato sospeso dalla squadra per 15 giorni. Ha poi sporto querela ai carabinieri”. L’episodio che avrebbe scatenato la reazione violenta di Pietro è avvenuto lo scorso 29 gennaio, dopo l’esordio del baby pallanuotista in serie A con l’under 20. “Era molto emozionato – racconta la presidente dell’associazione – anche perché era uno dei più piccoli in vasca. Il coach però lo prendeva in giro dopo ogni errore”.
Il presidente di Bon’t worry Bo Guerreschi
“Poi, un paio di giorni dopo altri dispetti e insulti da parte del solito compagno di squadra. Si è sentito ridicolizzato per l’ennesima volta e ha reagito”. Ora la pallanuoto è stata messa in stand by. La vicenda lo ha profondamente segnato: “Non vuole più uscire di casa, anche se lo sport per lui rappresenta una grande passione”, spiega la Guerreschi.
Palloni di pallanuoto – Foto repertorio
“Questa vicenda gli ha tolto la serenità e la fiducia, per questo denunceremo la società sportiva perché la riteniamo responsabile – annuncia la numero uno della Bon’t worry -. Avrebbe dovuto prevenire questa situazione”. A volerci vedere chiaro su questa storia è anche la Fin: “Si, l’ho contattata personalmente chiedendo di prendere una posizione forte sulla vicenda. Ci hanno fatto sapere che apriranno un’inchiesta”.
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