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Viterbo - Bagnaia - Carlo Mascioli è un dottore forestale: "Abbiamo fatto anche un censimento della fauna del parco"

“Villa Lante, stiamo facendo la tac degli alberi per valutare lo stato di conservazione del legno”

di Daniele Camilli
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Viterbo - Bagnaia - Carlo Mascioli e la tac al leccio di villa Lante

Bagnaia – Carlo Mascioli e la tac a un leccio di villa Lante


Viterbo – “Villa Lante, stiamo facendo la tac degli alberi per valutare lo stato di conservazione del legno”. Carlo Mascioli è un dottore forestale che si occupa di stabilità e salute degli alberi ed è stato incaricato dalla direzione regionale dei musei del Lazio per fare uno studio su quasi tutti gli alberi del giardino di villa Lante, Bagnaia, Viterbo. Età, dimensioni e quello che hanno subito nel tempo all’interno di un parco con una delle più importanti realizzazioni del Cinquecento italiano che vanta anche uno dei più famosi giardini manieristici del XVI secolo.


Viterbo - Bagnaia - Un leccio di villa Lante

Viterbo – Bagnaia – Un leccio di villa Lante


“La Tac – spiega Mascioli – si fa con un topografo sonico che sfrutta la velocità del suono. Si mettono prima dei sensori attorno all’albero e poi con un martello elettronico si percuotono i chiodi per far arrivare il suono ai sensori. Maggiore la velocità, migliore la condizione del legno. Minore la velocità, maggiore lo stato di degrado. Laddove invece la velocità del suono è molto bassa, allora vuol dire che il legno non c’è. Dopodiché c’è un computer che registra i dati, interpolandoli per arrivare a una rappresentazione grafica”.

Mascioli mostra anche un primo referto tomografico. “Si tratta di un albero, un leccio, che dal punto di vista della stabilità sta bene. La parte scura è dove il legno è perfettamente sano. La parte blu è quella dove c’è la cavità. Quella viola è il legno sciupato dai funghi, mentre la parte verde è il legno mezzo e mezzo. Il referto tomografico ci dà anche le percentuali di legno sano e legno cavo. In tal caso il legno sano è al 44%, quello cavo al 47. Può sembrare tanto – sottolinea Mascioli -, ma un albero, se le varie parti in questione sono ben distribuite, se la cava anche con un 30%. Come nel caso dell’albero preso in considerazione”.


Viterbo - Bagnaia - Carlo Mascioli

Viterbo – Bagnaia – Carlo Mascioli


Lo studio che sta portando avanti Mascioli farà il punto della situazione sugli alberi di Villa Lante. “Sono veri e propri beni culturali – precisa – tutelati come tali. Non solo, ma attorno ad essi ruota la vita del parco. villa Lante non è solo un giardino, ma c’è tutto un ecosistema che lo caratterizza. Un’opportunità importante per la fauna che lo abita”.

Gli alberi di villa Lante dovrebbero essere in tutto 1300. “Ci sono soprattutto lecci e platani. La loro età non è definibile, perché non ci sono documenti certi sulla piantagione. Quelli della villa Lante potrebbero tuttavia avere 300 anni o giù di lì”.


Viterbo - Bagnaia - Alcuni strumenti per fare la tac agli alberi

Viterbo – Bagnaia – Alcuni strumenti per fare la tac agli alberi


Il leccio è la pinta più rappresentativa. Il 90% di tutti gli alberi del giardino di Bagnaia. “Si tratta inoltre – commenta Carlo Mascioli – di una lecceta anomala che non ha riscontri in altri boschi della Tuscia. Il leccio è infatti una specie più costiera-mediterranea. Nel Viterbese vive invece sulle rupi. Ad esempio la Palanzana o i boschi di San Valentino e Montefogliano. A villa Lante vive sulla terra. Ciò significa che cresce più velocemente e la sua longevità è minore”. A raccontare poi gli alberi della villa anche “una quindicina di pannelli, realizzati assieme alla direttrice della villa, Marina Cogotti, che riguardano gli aspetti naturalistici”.

Ci sono cure per gli alberi laddove le malattie dovessero prendere il sopravvento? “In realtà cure dirette non ce ne sono – risponde Mascioli -. In passato si riteneva che scavando la parte rovinata del legno, vale a dire la dendrochirurgia, fosse una buona pratica. Studi successivi hanno invece smentito questa possibilità. Sostanzialmente gli alberi sanno curarsi da soli opponendo delle resistenze attraverso sostanze chimiche. Ma servono condizioni ambientali positive. Ad esempio gli alberi risentono del calpestio. Un terreno che si compatta perde aria, cosa di cui le radici hanno assoluto bisogno. Il problema si pone soprattutto dove passano mezzi meccanici. E spesso gli alberi lungo le strade si ammalano per questo motivo”.


Viterbo - Bagnaia - La tac al leccio di villa Lante

Viterbo – Bagnaia – La tac a un leccio di villa Lante


A villa Lante è stato fatto anche un censimento della fauna, gli animali che popolano il giardino cinquecentesco. “Il focus è stato soprattutto sugli uccelli – racconta Mascioli -. I più rappresentativi sono i picchi, verde e rosso maggiore, che vivono in dipendenza degli alberi. C’è la ghiandaia, legata appunto alle ghiande dei lecci. Così come la cinciarella e cincia allegra. Per aiutarle ad essere più presenti e numerosi abbiamo anche distribuito dei nidi artificiali di legno per stimolarne la popolazione. C’è anche il passero solitario che tantissimo i centri storici e i vecchi tetti. Ci sono poi tassi, istrici, ricci, volpi, scoiattoli, ghiri. C’è infine tutta una popolazione di animali legati all’acqua, visto che la villa è di fontane. Tra loro, il gambero di fiume, i tritoni e il rospo comune”.

Lo spettacolo più bello, alla sera, quando la villa Lante chiude e si accende il sistema di irrigazione dei prati. “In quel momento esatto della giornata – conclude Carlo Mascioli – tutto un mondo fatto di piccoli animali si risveglia. E il parco si popola di presenze che di solito non vediamo”.

Daniele Camilli


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3 aprile, 2023

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