Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Sono Federica Lamoratta, titolare del polo educativo Naturilandia e Scuola dell’infanzia bilingue. Dopo aver letto la risposta dell’assessora Notaristefano non posso fare a meno di replicare: per 9 anni ho sempre garantito un servizio privato ed anche oggi per gran parte. Undici anni fa è stato difficile aprire in una città che era ben lontana dal concetto di collaborazione in questo settore (almeno in base alla mia percezione).
Un asilo nido
Negli anni è stato fatto tanto, e ciò lo affermo al di là della corrente politica che si è alternata nelle amministrazioni precedenti: ad esse va dato di sicuro il merito di essere riusciti ad unirci tutte sul territorio, creando una rete tra nidi e comune, raggiungendo traguardi importantissimi anche a livello regionale e che non sto ad elencare perché ampiamente discussi su testate giornalistiche in questi giorni.
Cambiamenti che da due anni mi hanno spinto a collaborare con il comune proprio per garantire un servizio più ampio, che potesse arrivare a più famiglie: oggi tra nidi c’è solidarietà perché tutti mossi da un comune scopo: la qualità educativa e l’alleanza con amministrazioni e famiglie. L’idea di tutelare i genitori che devono usufruire dei nidi (così come le famiglie che ci lavorano) è la nostra priorità.
Ho parlato con lei personalmente l’anno scorso riponendo stima nei suoi confronti per quanto esposto senza percepire allora alcuna idea di cambiamento.
L’amara verità è che al di là di qualsiasi nuova proposta di questa nuova giunta, non è stata data voce alle strutture interessate, ai tecnici del comune con i quali abbiamo sempre avuto un rapporto di fiducia e con i quali ci siamo sempre relazionate per il bene del settore; per non parlare del disorientamento delle famiglie che vedono pubblicato un bando per i nidi comunali senza sapere quali saranno le condizioni dell’altro che dovrebbe uscire e che potrebbero non avere subito possibilità di scelta.
Le chiedo questo: come si può pensare di continuare a fare rete se neanche le nostre opinioni, le nostre idee in quanto operatrici nel settore vengono ascoltate. Lei ci risponde che è aperta al dialogo ma non vuole riceverci tutte insieme e, come specifica, una per volta (siamo solo 7 non avremmo occupato troppo spazio). Non Le sembra che il gioco del telefono senza fili non sia molto adatto in questa circostanza?
Perché ci vuole dividere? Non sarebbe più giusto farlo tutte insieme, visto che si sta stravolgendo un settore, si sta distruggendo ciò che di buono è stato fatto, e perché non coinvolgere anche i rappresentati dei genitori? Ma noi non siamo sempre una parte di quel popolo che avevate detto che avreste ascoltato? O siamo vittime di scelte prese in questo modo?
Le ricordo che non “vendiamo qualità educativa” e rappresentiamo un’attività di servizi e grazie a chi negli anni vi ha preceduti (al di là della bandiera portata perché ciò’ non mi interessa) abbiamo ormai da tempo un denominatore comune: la qualità educativa e la formazione. I genitori possono sceglierci in base a ciò che li appaga di più: logistica, gusti personali, non in base a chi offre qualità a minor prezzo! Mi perdoni, credo che questi temi vadano al di là della corrente politica e soprattutto dando voce alle persone, con numeri alla mano, perché i nostri sono molto lontani dai vostri ed i bambini sono al primo posto!! Tutti però, senza distinzione!! E con loro le famiglie!
Sempre disposta ad un confronto, di rete, non univoco e non per fare guerre ma solo per continuare a costruire e portare avanti ciò che anche i viterbesi meritano: uguaglianza, qualità educativa, un sistema di servizi educativi che funzioni in rete e collabori con famiglie, giunte e tecnici come è sempre stato!
A mio avviso ogni decisione che riguarda un settore (soprattutto questo e che le famiglie per necessità devono scegliere) andrebbe presa non solo dalla poltrona in cui si ha il potere di sedere, ma anche con quella parte di popolo che la mattina si alza per svolgere al meglio il proprio lavoro, soprattutto se queste persone sono a vostra disposizione con i propri servizi ed hanno il diritto di sapere in anticipo ciò’ che da dietro una scrivania imponete: le famiglie che tanto volete tutelare noi le viviamo tutti i giorni, le supportiamo e dialoghiamo con loro: noi fino ad oggi abbiamo rappresentato il comune e non sapevamo nemmeno cosa sarebbe accaduto e ancora ora non si sa in quali modalità.
Mi sembra di capire che non sia di tanto interesse per lei, parla senza nemmeno aver mai visitato le strutture che vi hanno rappresentato in questo anno, siete stati in prima pagina per i saluti dei bimbi convenzionati con il comune e gli altri?
Non sono tutti uguali i bambini? Chi rientrerà nel bando pubblicato avrà sempre l’opportunità di una garanzia, senza anticipi e le altre famiglie? Ah sì loro avranno lo stesso un vostro aiuto ma dovranno fare i conti a fine mese su cosa mangiare in attesa che arrivino gli attesi rimborsi (che tutti sanno che non sono mese per mese). Due mesi di anticipo da parte vostra per loro e dopo il terzo? Anticipate anche il bonus Inps o e family?
*Quello che vi chiediamo è un dialogo prima di stravolgere tutto, anche a fronte di un cambiamento ascoltateci, tutte insieme; tirare le fila da dietro una scrivania può essere tutt’altro che costruttivo. Questo cambiamento lo ha chiamato se non erro anno sperimentale? Ricordi sempre su chi sta facendo questi esperimenti.
Federica Lamoratta
Articoli: Notaristefano: “Sui bambini e sulle famiglie non si scherza…” – “Nidi: bambini di serie A e di serie B, dopo 20 anni ci hanno buttato fuori…” – Sberna (FdI): “Asili nido: servizio stravolto, che ne sarà delle strutture convenzionate?” – “La vicenda degli asili nido segna la linea di demarcazione sulle reali competenze di chi ci sta amministrando…” – “La scelta del comune di interrompere le convenzioni con gli asili nido privati ci lascia sgomenti e delusi” – “Nuove modalità di accesso ai nidi, oltre 40 famiglie in più potranno fruire del supporto del comune per il pagamento delle rette” -Troncarelli (Pd): “L’amministrazione Frontini modifica l’accesso ai nidi a discapito di gestori e famiglie” –
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