Viterbo – Condizionatori fuori uso, caldo torrido in tribunale. Su Facebook si accende la discussione in seguito al post pubblicato da un legale, che lamenta una settimana di passione nelle aule del.palazzo di giustizia del Riello. Tra gli innumerevoli commenti dei colleghi spicca un “calida lex sed lex”.
“Premessa d’obbligo – dice – sicuramente il nostro non è un lavoro usurante, né fisicamente faticoso. Però, debbo dirlo, fare udienze senza aria condizionata , stando in tribunale spesso per l’intera giornata, credo non sia più sostenibile”.
“Ci sono ogni giorno in tribunale – prosegue – centinaia di avvocati, le parti assistite, testimoni, giudici, lavoratori tutti del tribunale, costretti a lavorare in condizioni a dir poco complicate”.
“Tra i colleghi e le colleghe ci sono persone con problemi di salute, persone anziane, colleghe in stato interessante o, comunque , in condizioni da mal tollerare le temperature che in questi giorni sono arrivate quasi a 40 gradi dentro le aule di udienza”, sottolinea.
“Credo sia un problema che attiene anche alla sicurezza nei luoghi di lavoro e forse, come categoria, potremmo e dovremmo far sentire la nostra voce. Il tribunale è anche il nostro luogo di lavoro e in queste condizioni lavorare non è dignitoso né sicuro”.
“Forse dovremmo riservare le astensioni e le forme di protesta anche a vicende come questa”, la conclusione.
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