Porta romana e piazza San Sisto
Viterbo – “L’amministrazione Frontini ci vuole far chiudere a tutti e il centro rimarrà deserto. Già lo abbiamo visto con le Ztl al Corso e in via San Lorenzo”. Arianna Galletta è la titolare del Red Rose caffè e la questione è la zona a traffico limitato e il varco porta Romana, l’ingresso principale alla città di Viterbo, progettato, assieme a quello al borgo di Bagnaia, dall’amministrazione della sindaca Chiara Frontini. Un progetto che, nel lungo periodo, dovrebbe poi riguardare tutte le porte di accesso alla città dei papi.
Per ora il comune non parla ufficialmente di chiusura del centro storico, ma i commercianti di via Garibaldi, piazza Fontana grande e via Cavour sono molto preoccupati. Nonostante la rassicurazione che la chiusura verrà utilizzata per gli eventi. Tuttavia, come sottolinea Galletta: “Una volta che c’è il varco, un’amministrazione lo può utilizzare per tutto. Oggi per gli eventi, domani per chiudere il centro storico. Cosa prevedo? Immagino che non lavoreremo più. Già la gente è poca. E credo che il centro andrà a morire più di quanto non sia già morto”.
Arianna Galletta
I varchi di porta Romana e Bagnaia dovrebbero essere attivati tra 6 mesi. Il tempo che potrebbe trascorrere tra la definizione del progetto dei due varchi, la riperimetrazione delle aree Ztl e l’approvazione del tutto da parte del ministero dei trasporti. Previsto infine un passaggio con la soprintendenza, considerando che i varchi finirebbero sulle mura medievali. Costo previsto 60 mila euro a varco, 120 mila euro in tutto.
“Non so a cosa possano servire – aggiunge Galletta – anche perché grandi manifestazioni in centro non se ne vedono. Non so se ce ne saranno in futuro, ma al momento non mi pare. Mettere la Ztl per noi significa solo una cosa: chiudere. E da quando hanno aumentato i parcheggi a un euro e 50 centesimi, 9 euro per un giornaliero, a noi ci hanno già ammazzato. Viterbo non è una città che si può permettere una cifra del genere. Si lamentano tutti, dai viterbesi ai turisti”.
Maria Pia De Santis
Sono decine le attività commercianti tra via Garibaldi e via Cavour. Diversi anche gli studi, medici e professionali. Attività storiche che stanno su strada da decenni. Il Red Rose, appena entrata la porta sulla sinistra, di fronte la chiesa di San Sisto, sta lì da 18 anni.
“La Ztl è la fine di Viterbo – commenta Maria Pia De Santis dell’ortopedia Balletti, in via Garibaldi da 60 anni -. Già non viene nessuno, adesso che chiudono porta Romana è finita. Che non lo sanno? Fanno finta di non saperlo? Con la Ztl dobbiamo chiudere e licenziare tutti. A quel punto ci dovranno risarcire. Dovranno fare anche delle riunioni per sentire il nostro parere, perché nessuno ci ha detto niente. Lo abbiamo saputo dai giornali”.
Viterbo – Via Garibaldi
Anche per Giancarlo Delle Monache, titolare del Fuso, macchine per cucire, dal 1959 in via Cavour e poi dall’82 in via Garibaldi, “il varco è un dramma, è penalizzante e va a distruggere tutto. Nessuno esce a piedi. Avrebbero dovuto organizzare prima delle infrastrutture”.
Le vie a ridosso del varco di porta Romana sono anche le stesse dove il 3 settembre passa la macchina di Santa Rosa. In questi giorni è infatti in corso il montaggio dell’impalcatura. In fondo il primo slargo, con piazza fontana grande e l’ex tribunale trasformato oggi in anagrafe. Poco prima, altre attività di lungo corso, come quella di Gianpiero Buffetti dell’omonima cartoleria e articoli per ufficio. 50 anni di attività.
Gianpiero Buffetti
“Il varco ci può stare per le manifestazioni importanti e soprattutto la sera – evidenzia -. Perché se lo mettono durante il giorno noi commercianti siamo destinati a chiudere. Perché non è soltanto una questione di abitudine, ma è anche un discorso di comodità e di merceologia. Un conto è se un cliente viene a prendere un vestito, un conto se invece deve portare via risme di carta o il prodotto di una ferramenta. Cose che pesano, e la macchina serve. Di fatto saremmo costretti ad andarcene”.
“Una chiusura preannunciata – così la definisce Buffetti -. L’attuale sindaca ha un buon rapporto con Gabbianelli, che chiuse via Marconi. E se tanto mi dà tanto, lei sta seguendo la stessa linea. La chiusura di via Marconi significò la desertificazione di tutte le vie laterali”.
Viterbo – Via Garibaldi e piazza fontana grande
Nel frattempo la sindaca Frontini è intervenuta sui social facendo sapere che “la riduzione delle auto in centro è un obiettivo cruciale”. Ma ci vorrà tempo. “Abbiamo fatto nuove assunzioni, stiamo predisponendo l’infrastruttura necessaria per le azioni da perseguire, compreso il piano parcheggi. Ci vorranno almeno sei mesi di assestamento. I varchi ci permettono di creare l’infrastruttura necessaria, fondamentale, per qualsiasi azione che poi si voglia perseguire. Che andrà concertata, sperimentata, aggiustata, ci sono i residenti, c’è il carico e scarico, il piano parcheggi, c’è un mondo dietro un processo simile e non siamo sprovveduti per far cadere dall’alto un provvedimento del genere”.
I commercianti però sono preoccupati e c’è chi, come Tonino Ragonesi del Nostrano, vuole dare alla sindaca un’idea: “Spostare il cimitero dentro al centro storico e utilizzare l’area del San Lazzaro per ampliare i centri commerciali”.
“Tanto qui c’è la morte – continua Ragonesi – e col varco possiamo tranquillamente dare al comune le chiavi dei negozi e andarcene. L’amministrazione aveva detto che prima di chiudere il centro storico avrebbe fatto i parcheggi all’esterno. Ma forse sono quelli del Monopoli. Stiamo nelle mani di Dio”.
Tonino Ragonesi
Infine Federica Fabbrini, fiorista del Non di lunedì. “Sono favorevole alla chiusura del centro storico, soprattutto nei fine settimana. Ma con iniziative che portino persone. Perché, quando c’è qualcosa a piazza del comune e chiudono via Annio o via delle fabbriche, con porta Romana aperta, qui respiro solo smog. Le macchine parcheggiano direttamente davanti al mio negozio. Però non si può chiudere dall’oggi al domani. Prima vanno creati i servizi fuori dalle mura. E per farlo l’amministrazione deve tirare fuori i soldi. Non farli tirare fuori a cittadini e turisti facendogli pagare un euro e cinquanta di parcheggio all’ora”.
Daniele Camilli
Fotocronaca: I commercianti di porta Romana
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