Viterbo – “Viterbo discarica della regione, non lo tollereremo”. Chiara Frontini dice no all’aumento dell’invaso a Monterazzano, per 960mila metri cubi e a uso di tutte le province del Lazio, dopo il parere dell’area regionale.
Viterbo – Consiglio comunale discarica
Stamani il consiglio comunale straordinario e aperto. Nonostante la maggioranza e l’opposizione (di sinistra e di destra) vadano sulla stessa linea, le differenze ci sono e il dibattito a tratti si è fatto pesante. A partire da Fratelli d’Italia.
Tutto parte dalla regione. Dove tutto si decide, il partito di Meloni governa con 22 consiglieri. E allora Laura Allegrini (FdI) attacca: “Il comune mi risulta che non abbia presentato osservazioni nella fase pubblica del procedimento, perché? Dov’è la documentazione?”. Accusa che poco prima la sindaca aveva prevenuto: “Non provi nessuno a scaricare su comune, sindaca o amministrazione, la responsabilità di questo procedimento. Chi ci prova se lo dovrà rimangiare con gli interessi. Il ruolo del comune è limitato, quasi irrilevante”.
Alessandro Romoli ed Enrico Panunzi
Laura Allegrini non la pensa così e vuole vedere gli atti: “Gli enti pubblici parlano con gli atti pubblici. Durante la fase pubblica, l’amministrazione sembra non aver presentato nulla. È lì che Frontini doveva parlare”. Risposte non pervenute, agli avvisi di ottobre 2022 e febbraio 2023.
Ragionamenti che contrastano con quelli del collega d’opposizione, ma d’altro partito, Alvaro Ricci (Pd): “Le osservazioni in passato, per il precedente innalzamento, sono state fatte e tutte respinte dal Tar, nel ricorso presentato dall’ex sindaco Giovanni Arena. Le questioni tecniche sono perdenti. Al Tar del traffico di mezzi non gliene frega niente.
Il punto è un altro. La regione vuol fare la discarica regionale o provinciale? Tema politico. Le ragioni tecniche ci sono ora come ci furono per il precedente ampliamento.
Finora gli atti del presidente Rocca vanno in senso contrario. Ha abolito gli Egato, ambiti territoriali che prevedevano per ognuno l’autonomia. Il piano regionale si basa su questo.”.
Ricci si domanda come mai non ci siano i consiglieri regionali FdI Daniele Sabatini e Valentina Paterna, andando allo scontro diretto con la capogruppo FdI Allegrini. Ci sono, invece, il presidente della provincia Alessandro Romoli, il consigliere regionale Pd Enrico Panunzi e la sindaca di Montefiacone Giulia De Santis. E c’è soprattutto l’intervento della sindaca. A volere la seduta è stata lei.
Suggerisce pure un titolo: “Sarebbe: e ora basta. A febbraio abbiamo sostenuto il presidente Rocca, la coalizione di centrodestra guidata da FdI, sulla base di sei impegni, a partire dal piano rifiuti e lo stop del conferimento nella discarica di Monterazzano. Rocca si è impegnato e lo ha ribadito a mezzo stampa, no all’ampliamento e no Viterbo discarica del Lazio..
Comprendiamo che ci vuole tempo, ma almeno su questo tema si sta andando esattamente nel senso opposto. C’è un silenzio che ci preoccupa, così come l’assenza di Sabatini e Paterna”.
La sindaca svela come mai abbia optato per il consiglio comunale: “Dopo richieste, messaggi formali e informali di contatto, cui non è stato dato seguito”. Silenzio dalla capitale. “Sono convinta che si stia lavorando a vantaggio del territorio, ma l’unico modo è bocciare il procedimento. O renderlo funzionale alle sole esigenze della provincia di Viterbo”.
Frontini fa parlare i numeri: “Se approvato, l’ampliamento di 960mila metri cubi, utilizzato solo per la Tuscia, basterebbe per 70 anni, invece, per tutta la regione, fra 8-9 anni sarebbe esaurito. Oltretutto, non è previsto dal piano regionale, non lo tollereremo e lo denunceremo a tutti i livelli”.
Andrea Micci (Lega) ribadisce la contrarietà all’ampliamento, come lo era quando faceva parte della maggioranza Arena, ma vuole capire quali atti amministrativi sono stati presentati da palazzo dei Priori. Provocando la reazione della sindaca: “Non ci provate a dire che il comune ha la possibilità di bloccare questo procedimento. Nella conferenza dei servizi i pareri sono consultivi.
La direzione regionale dà parere favorevole all’ampliamento, a patto che sia a sostegno di tutta la regione”. Come se non bastasse, Enrico Panunzi aggiunge un altro elemento alla discussione. “Nel parere dell’area rifiuti regione – ricorda Panunzi – è riportato come in tre anni si prevede di portare 983mila metri cubi di rifiuti. In pratica, in tre anni la discarica è chiusa”.
E pure sui rifiuti: “Dal 2008 solo tmb può essere portato in discarica. Adesso ci sono i codici e quattro in particolare mi preoccupano. Sono rifiuti che derivano dalla lavorazione nei termovalorizzatori”.
Panunzi ripercorre la strada dei rifiuti, l’emergenza che ha “dirottato” in questi anni, i camion dalle altre province a Viterbo. Il lungo elenco di altri siti chiusi o fermi, da Albano Laziale a Roccasecca, Magliano Romano, gli incendi in varie discariche della capitale.
“Il piano dei rifiuti approvato – osserva Panunzi – è il primo di cui la regione Lazio si è dotata, suddividendo il territorio in cinque ambiti, gli Egato che decidono dove posizionare gli impianti, dopo che per anni abbiamo assistito allo scontro fra regione e Raggi, sindaca di Roma, su dove realizzarli.
Oggi la regione ci deve dire con chiarezza cosa vuole fare”.
Gli Egato sono saltati, cancellati da Rocca e per questo Alvaro Ricci (Pd) è preoccupato, mentre per Fratelli d’Italia erano strutture che non funzionavano, ma costavano. Circolano le cifre, ottomila euro il compenso del presidente, cinquemila per i consiglieri.
“Siamo tutti contrari al fatto che Viterbo rimanga discarica del Lazio. Perché lo è già – sottolinea Allegrini – la responsabilità è dell’amministrazione Zingaretti, che per 10 anni si è gingillata coi 5 stelle su termovalorizzatore sì, termovalorizzatore no, discarica sì e discarica no, con il piano che non he ha individuato nemmeno una”. Una precisa strategia, secondo Andrea Micci (Lega).
E se Francesca Pietrangeli (Viterbo 2020) porta in consiglio le preoccupazioni di chi come lei a Monterazzano ci abita e vive il disagio, il presidente della provincia Alessandro Romoli raccoglie quello che di buono è uscito dall’incontro: “Nessuno qui dentro, ma penso anche fuori, vuole l’ampliamento. A questa volontà devono seguire atti amministrativi. La battaglia del territorio va portata avanti e deve cambiare il meccanismo delle conferenze dei servizi”.
Nel merito del parere arrivato dall’area regionale: “Contrario a un atto di programmazione, il piano rifiuti. Su questo dobbiamo basare la nostra azione”.
Essendo seduta straordinaria e aperta, non è stato possibile votare documenti. Se ne riparla nel consiglio della prossima settimana.
Giuseppe Ferlicca
– Il gruppo comunale di FdI: “Ampliamento della discarica, Frontini faccia chiarezza sulle sue omissioni”
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