Chiara Frontini
Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – “Quando un bambino va a scuola, è come se fosse portato nel bosco, lontano da casa. Ci sono bambini che si riempiono le tasche di sassolini bianchi e li buttano per terra, in modo da saper ritrovare la strada di casa anche di notte, alla luce della luna. Ma ci sono bambini che non riescono a far provvista di sassolini, e lasciano delle briciole di pane secco come traccia per tornare a casa. È una traccia molto fragile e bastano le formiche a cancellarla: i bambini si perdono nel bosco e non sanno più ritornare a casa. La scuola è come un bosco in cui alcuni sanno ritrovare la propria strada, sanno leggerla e sanno orientarsi… altri bambini passano la giornata nel bosco e anche loro imparano tante cose: conoscono alberi e piante, animali e insetti, ma alla fine della giornata conoscono anche la paura di non sapersi orientare, di non sapere la strada di casa. Hanno imparato tanto, forse, e lo dimenticano perché non riescono a collegarlo alla traccia e alla memoria della strada di casa: il bosco diventa il posto pauroso in cui si perdono, senza riconoscere le proprie tracce, sempre estranei e sempre respinti. Nella scuola, ciascuno si trova in tasca sassolini e briciole di pane non per un caso, ma per un disegno preciso” (Andrea Canevaro, I bambini che si perdono nel bosco).
Nel lontano 1986 il compianto dottor Canevaro invocava attraverso il suo saggio la funzione educativa della scuola. E oggi, cosa chiediamo noi, all’inizio del nuovo anno scolastico per le nostre bambine e i nostri bambini, alunne ed alunni, studentesse e studenti?
In primo luogo che le loro famiglie trovino sempre le risorse per non venir meno alla funzione educativa e protettiva, ma per tutti i soggetti in educazione speriamo, soprattutto, in un “esercito” di insegnanti, che opportunamente supportati da illuminati leader scolastici, creino quegli ambienti di apprendimento capaci di fornire “le pietre” su cui strutturare la propria identità.
E queste pietre sono le emozioni e la creatività che stimolano il vero sapere, fatto di conoscenza, abilità e competenza, prima fra tutta quell’imparare a imparare che rende la persona autonoma, libera e capace di tenere “l’Orco” a distanza.
E su questo augurio si poggia l'”hinc ad maiora” (da qui a cose più grandi) da parte della nostra amministrazione, che accompagni il percorso delle future donne e dei futuri uomini, cittadine e cittadini viterbesi.
Buon nuovo anno scolastico a tutte e a tutti voi!
Chiara Frontini
Sindaca di Viterbo
Alfonso Antoniozzi
Assessore all’Educazione
Rosanna Giliberto
Consigliera delegata ai rapporti con le scuole
Articoli: Romoli (presidente della provincia): “La scuola è il pilastro della nostra società, la nostra risorsa più preziosa” – Friano (Carabinieri): “Solo attraverso uno sforzo collettivo potremo garantire un futuro di successo agli studenti” – Bambini (San Lorenzo Nuovo): “La scuola è un luogo di crescita, ciò che imparerete vi rimarrà per tutta la vita” – Giampieri (Civita Castellana): “Vivete la scuola come un’occasione” – Sandro Aquilani (Vetralla): “La scuola è un faro di conoscenza, un luogo in cui i vostri sogni e ambizioni prendono forma” – Pompili (Bassano in Teverina): “La scuola Dante Alighieri è un presidio fondamentale per tanti bambini e famiglie della Teverina”
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