
Viterbo – Polizia – I soldi restituiti ai due anziani
Acquapendente – Si finge incaricato di un maresciallo e si fa consegnare 15mila euro da un’anziana. Minorenne in comunità.
“Qualche giorno fa, personale della polizia di stato della squadra mobile di Viterbo – fanno sapere in una nota dalla questura – aveva arrestato, in flagranza, i due autori di una truffa a una coppia di anziani di Acquapendente che gli aveva fruttato 15mila euro in contanti. Dopo l’arresto il denaro era stato interamente restituito dai poliziotti alla coppia di anziani.
Mentre per il maggiorenne era scattato l’arresto con applicazione da parte del giudice della misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di residenza, per l’altro, essendo minorenne era stato accompagnato in ufficio e affidato alla madre arrivata da Napoli.
Per quest’ultimo, poi, il tribunale dei minorenni di Roma ha emesso l’ordinanza della misura cautelare del collocamento in comunità.
Questa mattina, personale della squadra mobile di Napoli ha eseguito il provvedimento, accompagnandolo in un centro per minori in provincia di Napoli.
Proprio il minorenne napoletano, recatosi in provincia di Viterbo, si era presentato alla porta della donna 85enne in qualità di inviato di un sedicente maresciallo per recuperare la somma in denaro poi sequestrata dai poliziotti della Squadra Mobile di Viterbo.
Si precisa che il ragazzo arrestato è attualmente sottoposto alle indagini preliminari, fatto salvo il principio della presunzione di innocenza.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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