Roma – Rimborsi per partecipazione a iniziative, tramite il suo avvocato Giampaolo Cicconi, Vittorio Sgarbi replica al Fatto Quotidiano.
“L’attività di conferenziere del Sottosegretario alla Cultura Vittorio Sgarbi. afferma Giampaolo Cicconi – così come la presentazione di libri, mostre e iniziative culturali di enti privati o pubblici, non è mai stata in “conflitto d’interesse” con i suoi compiti istituzionali, che sono quelli – è bene ribadirlo – della tutela e della conservazione dei beni culturali.
Non si capisce affatto, secondo l’arbitraria ricostruzione de “Il Fatto Quotidiano”, dove stia il conflitto d’interesse tra il ruolo di Sottosegretario e la presentazione di una mostra su Andy Wharol (pagata da privati), una Lectio magistralis su Caravaggio (pagata da privati), la partecipazione a una mostra di artisti contemporanei (anch’essa pagata da privati) o uno spettacolo teatrale su Michelangelo (pagato da un Comune).
La valorizzazione è ogni attività diretta a migliorare le condizioni di conoscenza e di conservazione del patrimonio culturale e ad incrementarne la fruizione pubblica, così da trasmettere i valori di cui tale patrimonio è portatore.
Sempre riguardo al presunto “conflitto d’interessi”, si sottolinea come la tutela è di competenza esclusiva dello Stato, che detta le norme ed emana i provvedimenti amministrativi necessari per garantirla; la valorizzazione è svolta in maniera concorrente tra Stato e regione, e prevede anche la partecipazione di soggetti privati.
Meraviglioso è pensare che vi sia incompatibilità fra la funzione di Sottosegretario e quella di presidente della giuria di miss Italia. E’ uno scherzo? O è inopportuno per ragioni di prostata?
In nessuna circostanza il Sottosegretario si è trovato in conflitto d’interesse con il suo ruolo istituzionale, tanto è vero che l’AgCom, con provvedimento del 17 maggio 2023, ha ritenuto insussistente qualsivoglia incompatibilità ai sensi della legge n. 215/2004.
Non solo, proprio per evitare che possano verificarsi situazioni di potenziali conflitti – sottolinea l’avvocato – viene di volta in volta fatta un’attenta verifica, tanto che agli organizzatori di mostre, conferenze e presentazioni di libri viene chiesto, contrattualmente, di dichiarare che si tratta di iniziative che non godono di alcun sostegno finanziario del Ministero della Cultura, o anche solo del patrocinio”.
Si passa alla questione rimborsi. “Mai nessun rimborso è stato chiesto dal Sottosegretario – continua l’avvocato – né dai collaboratori del suo Ufficio per le iniziative di carattere “non istituzionale”, cosa facilmente riscontrabile dai documenti al ministero.
Ma “Il Fatto Quotidiano”, invece di provvedere, come impone il codice deontologico dei giornalisti, a uno scrupoloso riscontro di quello che gli è stato sottoposto da ignoti (crediamo ancora per poco) “corvi”, ha preferito amplificare (pur utilizzando il punto interrogativo”, espediente retorico che non fa venir meno la responsabilità per la correità di cui si è resi responsabili) quella che è una calunnia, per la quale annunciamo sin da adesso di agire in sede civile contro il direttore, l’autore dell’articolo articoli e l’editore.
Ma vi è di più. Dal giorno del suo incarico il Sottosegretario Vittorio Sgarbi, nonostante la legge gli consenta di ottenere i rimborsi dei chilometri effettuati per raggiungere il luogo della missione e per fare rientro nella sede ministeriale, non ha mai chiesto e ottenuto alcun rimborso. Circostanza, questa, che non è opinabile, ma acclarata dai documenti che “Il Fatto Quotidiano” non ha chiesto e dunque verificato, limitandosi solo a rilanciare il contenuto diffamatorio di una lettera anonima.
Il Sottosegretario, peraltro, a parte le iniziative istituzionali svolte a Roma, si muove nel 99% dei casi con la propria autovettura e il proprio autista.
Quella che “Il Fatto Quotidiano”, con artificiosa suggestione, definisce “industria fondata sull’arte di procacciare attività”, non è altro che una normalissima attività lavorativa, come lo può essere quella del giornalista che partecipa, pagato, a una conferenza, presenta un libro o porta in scena uno spettacolo teatrale”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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