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Valentano - L'indagine, inizialmente divisa tra due città, continua nella capitale

Tentato sequestro di un bambino, atti trasmessi a Roma

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Una pattuglia dei carabinieri

Una pattuglia dei carabinieri

Valentano – Passa alla Direzione distrettuale antimafia di Roma il caso del tentato sequestro di un bambino di dieci anni.

A organizzarlo, secondo le indagini, erano stati A. C., 40enne maresciallo dell’aeronautica di Valentano e un imprenditore fiorentino di settant’anni, S. R.. 

Entrambi, ora, sono a piede libero. Ma il 30 settembre erano stati arrestati con l’accusa di aver cercato di rapire un bimbo di dieci anni, figlio di un promotore finanziario fiorentino.

Due le Dda che hanno indagato sul caso: quella di Roma e quella di Firenze, dove sarebbe dovuto scattare il sequestro.

Dalla scorsa settimana, gli atti sono stati trasmessi integralmente alla procura distrettuale di Roma, che porterà avanti le indagini autonomamente, senza il supporto degli inquirenti fiorentini.

Stando a quanto raccolto, finora, dai carabinieri, A.C. e S.R. erano due presenze “evanescenti” a Valentano. Il sottufficiale azzurro, originario del piccolo centro viterbese, è spesso fuori per lavoro. Mentre l’anziano imprenditore è fiorentino: a Valentano ha solo una casa per le vacanze.

Era S.R. ad avere una conoscenza diretta del padre del bambino: anni fa, il promotore finanziario gli avrebbe proposto un investimento da circa 680mila euro. L’imprenditore aveva versato i soldi, ma si era ritrovato con un pugno di mosche. Più volte aveva richiesto la somma indietro, arrivando persino a trascinare il bancario in tribunale. Una sentenza del giudice civile gli avrebbe anche dato ragione, condannando il promotore finanziario fiorentino a risarcire l’imprenditore. Ma i soldi non gli erano mai stati restituiti.

Da qui, secondo gli investigatori, l’idea del sequestro con riscatto stellare: due milioni di euro che i due complici avrebbero dovuto spartire tra loro. 

Un primo freno alle indagini è arrivato dal gip di Firenze, che non aveva convalidato l’arresto di S.R.: i carabinieri, secondo il giudice, erano intervenuti troppo presto, in una fase anteriore dell’inchiesta che non aveva permesso di cogliere i due sul fatto.

Diverso il vaglio del gip di Roma che, invece, ha convalidato il fermo del militare di Valentano, premiando il lavoro degli investigatori viterbesi.

 

 

 


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3 novembre, 2013

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