Viterbo – (g.f.) – La parola fine dell’amministrazione Meroi potrebbe essere già scritta. Nella lettera recapitata allo stesso presidente delle provincia nel pomeriggio del martedì più buio per il centrodestra a palazzo Gentili.
Nero su bianco il Nuovo centrodestra, principale alleato, con sette consiglieri e tre assessori in giunta, aveva chiarito le condizioni per proseguire la legislatura.
E quello che non sarebbe dovuto succedere, come: “Procrastinare ulteriormente – si legge nel documento – la soluzione della crisi a periodi successivi a quelli attuali”.
Quindi no alla richiesta di rivedere la giunta a giugno. “Nettamente contrario alla costituzione di una giunta di tecnici esterni che non è rappresentativa dell’esito elettorale”.
Poi, no ai tecnici. “Nettamente contrario alla soluzione di una giunta politica a quattro che non persegue il fine democratico di un giusto riequilibrio dei componenti di giunta”.
Il solo verificarsi di una delle ipotesi, avvertiva il Nuovo centrodestra: “Qualora si verificassero – si legge – ci vedrebbero disimpegnati da ogni responsabilità amministrativa.”
Poi si chiude ricordando al presidente Meroi gli impegni presi con l’elezione del presidente del consiglio Francesco Bigiotti, che si rifanno: “Alla necessità di equilibrio politico da noi richiesto”.
Se i consiglieri del Nuovo centrodestra manterranno fede a quanto riportato nero su bianco, pure loro sono fuori dalla maggioranza.
Anche se sulla stessa lettera sono circolate indiscrezioni, non ultima quella secondo cui non tutti i sette consiglieri fossero d’accordo nel sottoscriverla. Almeno tre avrebbero preferito non andare al muro contro muro.
Ma ormai il muro è sfondato.
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