Viterbo – “Se una maggioranza composta da 23 persone non riesce a trovare una via d’uscita, penso che ci dobbiamo veramente dimettere…”.
La seduta di consiglio è appena finita e nel peggiore dei modi. Il centrosinistra non si è presentato al primo e nemmeno al secondo appello, facendo saltare l’incontro di oggi e pure quello di giovedì e ovviamente saltando anche l’elezione del presidente del consiglio. Il sindaco Leonardo Michelini esce dal suo ufficio, dove da ieri alle 18 si susseguono incontri a ripetizione e dove fino a poco fa era con i suoi, mentre a pochi metri si consumava l’ennesima Caporetto della sua coalizione.
Guarda verso i banchi vuoti e alla domanda: sindaco, l’opposizione dopo la prova di oggi chiede le dimissioni, che risponde?
Michelini ci pensa qualche secondo, si allontana, vorrebbe non rispondere, ma poi, a una certa distanza, mentre si allontana, tira fuori quello che pensa: “Se una maggioranza composta da 23 elementi non trova una via d’uscita, penso che ci dobbiamo veramente dimettere”.
Diretto. Pure nel puntare il dito verso chi sta creando problemi.
“Se per sette del Partito democratico ci troviamo in queste condizioni, poi loro dovranno trovare uno del Partito democratico che si candida e vince.
Perché la via d’uscita sarebbe quella”.
Traduzione: se la zona democratica, renziano-bersaniana continua il braccio di ferro, con la richiesta di un riequilibrio in maggioranza, ragione per cui l’accordo sulla presidenza è saltato, si può anche andare, come suggerisce il centrodestra, a casa.
Ma non ci sarebbe di nuovo Michelini candidato.
Un nome lo dovrebbe trovare il principale partito della coalizione e poi farlo pure vincere.
Implicitamente: tanti auguri.
Il primo cittadino vale la legge dei grandi numeri: c’è una maggioranza che comprende le liste civiche e il Pd (cinque consiglieri) zona Fioroni – Popolari che marcia verso una direzione, ma tutto si blocca per gli altri sette.
Che sono minoranza nella maggioranza, ma sono maggioranza nel Pd. Un bel casino.
E adesso che si fa? “Me ne torno nel mio ufficio, riunione”. Buona fortuna…
Giuseppe Ferlicca
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