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Acquapendente - Il 7 giugno Meroi e Camilli andranno comunque ad intitolare la piazza

“La preside dice no a piazza caduti di Nassirya”

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Piero Camilli

Piero Camilli

Riceviamo e pubblichiamo – “Riteniamo gravissima la presa di posizione della dirigente scolastica Maria Rita Salvi, del collegio dei docenti e del consiglio d’istituto dell’Iiss ‘Leonardo da Vinci’ di Acquapendente, che, con poche righe e senza neanche il coraggio di scrivere la parola ‘contrario’, ci hanno comunicato il loro parere ‘non favorevole’, all’intitolazione del piazzale antistante l’istituto ai Caduti di Nassirya”.

Con queste parole il presidente della Provincia di Viterbo, Marcello Meroi, e il presidente del consiglio provinciale, Piero Camilli, stigmatizzano l’incomprensibile reazione della dirigenza scolastica del “Leonardo da Vinci”, che, a firma della preside Salvi, ha inviato una lettera alla Provincia in cui si rifiuta di celebrare la memoria dei militari italiani morti in Iraq nell’attentato terroristico del 12 novembre 2003.

“Questo comportamento è inaccettabile – continuano Camilli e Meroi -, ed è soprattutto irrispettoso nei confronti dei nostri militari morti durante lo svolgimento delle loro funzioni, in missioni il cui scopo era quello di proteggere le comunità locali e di garantire la loro serenità in paesi stravolti dai conflitti. Forse la dirigente Salvi non avrà fatto parte delle centinaia di migliaia di cittadini italiani che, in occasione dei funerali di Stato, nel novembre del 2003 parteciparono addolorati e colpiti alle esequie delle vittime di Nassirya. Forse per la professoressa Salvi quello che quei morti rappresentano non conta nulla, né contano le parole del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che invece esorta in ogni occasione la Nazione a rispettare le nostre forze armate e a celebrare il ricordo di chi con la divisa indosso ha perso la vita a causa di vili attentati terroristici”.

“Tutto ciò, però, per noi amministratori e per i cittadini conta – concludono –. Il prossimo 7 giugno alle 11 saremo presenti ad Acquapendente ad intitolare il piazzale ai militari assassinati a Nassirya e scopriremo la targa che ne terrà vivo il ricordo. Lo faremo perché è un atto doveroso, perché è anche attraverso queste iniziative che si infonde nei nostri giovani quel necessario senso di unità nazionale, e perché siamo sicuri di interpretare così il pensiero e il sentimento di tanti nostri conterranei che, fortunatamente con poche isolate eccezioni, hanno compreso l’esempio delle diciannove vittime italiane di Nassirya”.

Provincia di Viterbo


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4 giugno, 2012

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