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Elezioni comunali 2013 - Intervista a Leonardo Michelini che ha deciso di scendere in lizza per le primarie del centrosinistra allargate ai movimenti civici

“Non sono lo zimbello dei partiti”

di Paola Pierdomenico
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Leonardo Michelini

Leonardo Michelini

– “Non sono lo zimbello dei partiti”.

Il perimetro di centrosinistra “gli andava stretto” e finché non è stato ampliato ai pezzi della cosiddetta società  civile, Leonardo Michelini non ha sciolto le riserve. Dopo questa apertura, il presidente di Coldiretti e fondatore del movimento Oltre le mura, ha comunicato la sua partecipazione alle primarie per la scelta del candidato sindaco di Viterbo.

“Se c’è qualcuno che ha da rimetterci, sia che la competizione vada bene sia che vada male, quello sono io” sostiene e per queste ragioni si è detto deciso a non accettare condizionamenti da parte di niente e nessuno. Politici e partiti su tutto.

Alla fine ha deciso di partecipare alle primarie…
“Parteciperò anche per l’allargamento del perimetro della competizione ai movimenti civici. Sono primarie civiche”, tiene a sottolineare Michelini.

Cosa ha sciolto i suoi dubbi?
“Non ero indeciso, ho detto sempre che le primarie del centrosinistra così come erano formulate, sotto il profilo degli elettori e dei candidati, non mi piacevano e al tempo stesso ho sempre sostenuto di non temerle a condizione che coinvolgessero pezzi della società civile che non fossero necessariamente di centrosinistra. Il perimetro di centrosinistra, per me, è un po’ stretto ed ecco perché ho sempre avuto delle riserve su come le primarie erano confezionate”.

L’apertura ai movimenti civici è stata dunque la molla che ha fatto scattare la sua decisione a candidarsi…
“Esatto. Non era un problema di firme o scadenze, perché io le firme le raccoglierò in due giorni e non avrò problemi, almeno spero. Tanti amici e simpatizzanti si stanno dando da fare per questo. Per me l’importante era definire un confine più ampio e aperto, questo era il mio obiettivo che mi sembra sia stato accettato”.

Il fatto che siano slittate al 7 aprile, le crea problemi?
“No – afferma con indifferenza – questo cambiamento non è significativo. Le date non sono importanti, l’importante è che abbiano deciso di aprire a pezzi di società che non è solo quella di Sel e del Pd”.

Sono arrivati nuovi appoggi?
“Mi sostengono amici imprenditori o persone che hanno ruoli all’interno di rappresentanze economiche e associazioni di volontariato. Valuteremo in seguito le candidature”.

E per quanto riguarda i politici?
“Chi aderisce alla mia lista dovrà porsi come alternativa all’attuale governo della città e non dovrà avere avuto ruoli nelle passate amministrazioni”.

Gigli e Zucchi che fine hanno fatto?
“Devo parlare con Zucchi da anni – dice Michelini -. Lui ha detto di sostenere la mia candidatura ma per questo, ammesso sia vero, non vuol dire che sarà nella mia lista. E’ un problema che non mi riguarda”.

Gigli invece lo ha più sentito?
“Sono giorni che devo parlarci”, taglia corto.

Sposetti e Fioroni?
“No, in un momento come questo non credo abbiano il tempo di parlare con me. Ho le mani libere e se non fosse stato così non avrei accettato di partecipare alle primarie. Ho altro da fare. In questa cosa, che vada bene o male, sono l’unico a rimetterci. Quindi, pur sbagliando, le cose le faccio come dico io e non perché me lo ha ordinato qualcuno. Scendo in campo per passione e perché c’è chi mi ha detto, anche per strada, di accettare la sfida. Sapendo che a perderci sono io, mi devono lasciar fare le cose alla mia maniera. Sono molto concreto e non accetto il condizionamento di nessuno, da Gigli a Fioroni e Sposetti. Se devo candidarmi a sindaco dunque lo faccio come dico io, se poi i partiti mi appoggiano sono contento, ma non sono il loro zimbello. Ho fatto con passione il presidente di Coldiretti per 14 anni e se ora devo fare il sindaco, lo faccio a modo mio sennò si trovino un altro candidato. E’ un ragionamento chiaro?”.

Chiarissimo…
“Ripeto, sono conosciuto a Viterbo, faccio l’imprenditore e do lavoro a venti persone, le pare che mi metto a fare il sindaco, diventando lo zimbello di questo o di quello? Fino a oggi non ho mai perso la faccia e non lo farò adesso.  Avvieremo coi partiti e i movimenti un percorso unitario e ci confronteremo con la città per farci ascoltare”.

Tra i candidati c’è qualcuno che teme di più?
“Faccio la mia battaglia e, sinceramente, non è un problema che mi sono posto. Spero solo che la mia proposta sarà condivisa dai viterbesi che voteranno alle primarie. Io ci credo, però devono crederci anche gli altri, per cui andiamo avanti”.

Paola Pierdomenico


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7 marzo, 2013

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