Viterbo – (r.s.) – Bullicame a secco. Di nuovo.
Senz’acqua le vasche nei pressi dell’orto botanico, quelle citate da Dante nella Divina Commedia. Era già successo a novembre 2014. E dopo quasi due anni il Bullicame torna a essere asciutto.
Il problema sembra essere sempre lo stesso. La cisterna, che solitamente butta acqua bollente nelle due vasche, non lo sta più facendo. Dal tubo della sorgente, infatti, non esce nemmeno un goccio d’acqua.
E’ tutto completamente asciutto. In particolar modo una delle due vasche: quella più grande. La più piccola invece, come segnalano anche alcuni lettori, è perennemente fredda e sporca.
Nel parco, viterbesi e turisti sono soliti fare il bagno d’estate. Solitamente è frequentatissimo. Pure in inverno. L’acqua a cinquantotto gradi, infatti, è un piacevole ristoro quando fuori fa freddo. Ma così le vasche non possono essere utilizzate, né in questa stagione né in quelle invernali. E’ necessario un rapido intervento.
Non solo acqua. In generale il parco sembra abbandonato a se stesso. Anche la vegetazione, flora tipica del posto riposizionata qualche anno fa, si è seccata. E’ ancora a terra, invece, il gruppo di ringhiere danneggiato in un incidente automobilistico a marzo.
Sono passati cinque mesi. Ma la situazione non è ancora stata ripristinata. Cosa penseranno di tutto ciò i tanti turisti arrivati nel capoluogo per farsi un bel bagno caldo nel Bullicame?
Il Bullicame, un tesoro da preservare
Il Bullicame è frequentato dal periodo etrusco. Nel medioevo la sorgente è documentata come punto di passaggio della via Francigena. Anche Dante la cita nel 14esimo canto dell’Inferno della Divina Commedia.
Non solo. Al Bullicame è intitolata la formazione geologica (Bulicame Regio) della superficie di Io, uno dei satelliti naturali del pianeta Giove.
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