Tre ore intense di riunione, consultazioni concitate, ma alla fine non c’è stato nulla da fare.
Il tentativo in extremis di ieri pomeriggio per trovare una candidatura unitaria è fallito. Il Partito democratico si presenta diviso in quattro.
Tanti quanti sono i candidati alla segreteria provinciale.
Andrea Egidi (Bersani), Alessandro Dinelli (Parroncini), Francesco Scialacqua (non allineati) ed Enrico Panunzi, partito come candidatura trasversale, ha ottenuto l’appoggio anche dei fioroniani.
Su questo punto si sono giocate le sorti dell’incontro chiesto da Andrea Egidi per capire se esistevano i presupposti, seppure quasi fuori tempo massimo, di presentarsi con un solo candidato e una sola mozione. Partendo dal presupposto che tutti dovevano fare un passo indietro, rinunciando e al tempo stesso trovando una persona terza. Vertice iniziato alle 15, chiuso alle 18.
Attorno al tavolo tutti i candidati e anche il sindaco di Faleria Bianchi. Che ha fatto presente come l’area Fioroni un passo indietro l’avesse già fatto, decidendo d’appoggiare la candidatura di Panunzi e rinunciando a quella dello stesso Bianchi. Che comunque rimaneva in piedi in caso di rinuncia da parte di Panunzi.
La posizione dei Popolari è stata mantenuta ferma, così anche Parroncini avrebbe detto che senza i fioroniani non aveva senso una candidatura che assomigliava troppo a una riedizione dei Ds.
“Azzerare tutto – spiega Egidi – e tentare d’andare uniti l’ho fatto in modo convinto e sincero. Purtroppo non è avvenuto.
La mia è una valutazione di rammarico.
Adesso c’è il congresso e speriamo di misurarci su una proposta complessiva per il Pd. Sono dispiaciuto”.
Dai primi di novembre prenderanno il via i congressi nei circoli e a fine mese toccherà a quello provinciale.
Intanto la candidatura di Panunzi ha convinto una parte di non allineati. Francesco Ciprini, Sandro Mancinelli e Francesco Serra l’hanno appoggiato, tentando di convincere Scialacqua a rinunciare a candidarsi. Senza esito.
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