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– Aveva bruciato la sim per non farsi trovare.
La scorsa notte, intorno all’una circa, il personale della squadra mobile, coordinato da Fabio Zampaglione, ha rintracciato una ragazza di 14 anni che risultava irreperibile dalla mattina di ieri.
Le ricerche erano scattate dal primo pomeriggio, dopo che i genitori della 14enne avevano formalizzato una denuncia di scomparsa in Questura.
Subito è stato predisposto un piano di ricerca della giovane, esteso a tutto il territorio provinciale, con diffusione della foto della scomparsa a tutte le pattuglie delle forze di polizia impegnate nella ricerca.
Contemporaneamente, il personale della squadra mobile, ha avviato rapidi accertamenti investigativi, per ottenere notizie dai familiari e dagli amici abitualmente frequentati dalla giovane.
L’intensa attività ha permesso di accertare che la ragazza, nel pomeriggio, era andata prima ad Acquapendente e poi a Bolsena, da alcune amiche.
Stando alle ricostruzioni, nella serata la 14enne era rientrata a Viterbo nascondendosi nell’androne di un palazzo dove aveva deciso di trascorrere la notte.
Con uno stratagemma, gli investigatori sono rusciti a rintracciarla e dopo averla portata in Questura per le formalità di rito, l’hanno riconsegnata ai suoi genitori.
Dagli accertamenti è emerso che la ragazza si era allontanata volontariamente perché i suoi familiari erano stati chiamati dal preside della scuola che lei frequenta per essere avvisati del fatto che la figlia da circa dieci non andava più all’istituto. La giovane avrebbe temuto la reazione dei genitori.
Gli agenti hanno, inoltre, accertato che per non essere rintracciata la giovane aveva bruciato la sim card del suo telefonino.
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