![]() |
Riceviamo e pubblichiamo – Sono allibito!
Dal comportamento di certi politici locali che, per guadagnare la scena pubblica, non riescono a fare di meglio che estrapolare e strumentalizzare uno scambio di battute fatto in un contesto del tutto confidenziale ed informale come Facebook, e, quel che è peggio, trovare anche un “giornale” che si presta a pubblicare con rilievo di prima pagina “Le chiacchiere di piazza” e immagini personali.
Quelle battute, comprensibilmente provocatorie, seguono una serie di frasi scambiate con degli amici sulla trasmissione di Fazio, in cui, secondo la mia personalissima opinione, affermavo l’incoerenza di una persona che si erge a paladino della legalità e che nello stesso tempo si è permessa di accusare un ministro della Repubblica, senza che questi potesse esercitare nell’immediato il sacrosanto diritto di replica.
Quelle riportate nel comunicato sono affermazioni di sicuro sproporzionate, ma appartenenti ad un contesto, come quello della conversazione tra amici, in cui è facile andare un po’ sopra le righe, finendo per dire cose che neanche si pensano.
Avrebbero avuto tutte le ragioni del caso se queste uscite le avessi fatte in pubblico, in televisione o nel bel mezzo del Consiglio dei giovani… ma in questo caso quello che ho detto è lungi dall’essere il mio reale pensiero sull’argomento.
Chiedo scusa a Saviano – in primis – e a tutti coloro che, grazie alla vostra pubblicazione, hanno potuto interpretare le mie parole come un attacco alla legalità e alla giustizia.
Nel mio paese tutti conoscono i miei valori, la mia onestà e la mia correttezza e sfido chiunque ad affermare il contrario.
Sono profondamente contrario ad ogni tipo di mafia e di camorra e di ciò ne è riprova l’impegno già assunto dal Consiglio di cui sono presidente di intitolare un luogo a Peppino Impastato.
Ben lo sa il consigliere Picchiarelli, firmatario insieme a Zeppa e Nori dell’articolo.
In proposito è lecito chiedersi chi siano effettivamente i firmatari di quel comunicato visto il disconoscimento della firma da parte del consigliere Calcagnini, alla cui dichiarazione il vostro giornale, non ha sicuramente attribuito lo stesso rilievo del comunicato “originario”.
Stando così le cose, ci troviamo di fronte ad un documento pubblicato a nome di una persona che in realtà non aveva dato nemmeno il suo assenso.
E’ stato fatto uso strumentale di una semplice battuta, sicuramente inopportuna, estrapolata per essere usata faziosamente in pubblico al solo scopo di colpire il Consiglio Comunale dei giovani da me presieduto.
Quanto alla richiesta di dimissioni non spetta a loro chiederle né tantomeno ne può essere investito il Consiglio Comunale.
Lascio ai componenti del Consiglio dei giovani la scelta della guida per il futuro di questo organo, senza alcuna necessità di chiamare in causa l’amministrazione comunale da cui questo organo è assolutamente terzo ed indipendente.
Ho la certezza che il percorso intrapreso ormai da un anno e mezzo, pieno di risultati eccellenti, è stato apprezzato non solo dai giovani, ma da tutti i cittadini di Orte, che ormai ci hanno qualificato come motore in più di questo paese.
Una riprova di questo viene anche dalle decine di telefonate che ho ricevuto a seguito della pubblicazione di questo vergognoso articolo, da parte di persone indignate da quanto la politica sia potuta cadere in basso.
Il fatto stesso che abbiano utilizzato strumentalmente questa vicenda per chiamare in causa il Consiglio Comunale di Orte la dice lunga su quali sono i veri obiettivi di questi soggetti: altro che moralità, mafia e legalità.
E’ questa la vera vergogna! Ma i cittadini li conoscono bene e hanno già ben ripagato il loro modus operandi, provocatorio, poco più di un anno fa.
Simone Galli
Presidente del Consiglio comunale dei giovani di Orte
Una breve risposta, visto che lei ci tira in ballo. Le sue affermazione sono pubbliche. Se uno vuole conversare tra amici lo fa a casa sua o predispone l’account Facebook in modo che tutto rimanga riservato. Il suo account è pubblico, questo significa che tutto ciò che vi viene scritto è possibile che sia letto da tutti. Potenzialmente milioni di utenti.
E’ esatta solo una cosa di ciò che dice e cioè che le sue affermazioni sono chiacchiere da piazza, ma nessuna persona pubblica, e lei ha un ruolo pubblico anche se non sembra rendersene conto, farebbe le affermazioni che lei ha fatto in piazza. E Facebook è esattamente questo: una piazza.
Vergognose a noi sembrano solo le sue esternazioni che vanno a colpire quello che riteniamo uno scrittore impegnato in una fondamentale battaglia civile che condividiamo in pieno. Un uomo costretto a vivere sotto scorta.
Non a caso anche lei ritiene doveroso di chiedere scusa.
Questo non significa che anche Saviano non possa sbagliare o commettere errori, ma nessuno si può prendere la libertà di inveire minacciosamente con una affermazione come “Di pallottole te dovrebbero ubriacà”.
Un’ultima cosa. Il nostro giornale è letto da una media di 30 mila lettori al giorno ed è evidentemente da molti apprezzato. Ci sembra quindi fuori luogo il suo giudizio. Giudizio che qualifica solo chi lo esprime.
Come dire: prima di spiegare agli altri come si fa il loro mestiere sarebbe bene saper fare il proprio.
Direzione di Tusciaweb
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY