Riceviamo e pubblichiamo – Fare Verde Viterbo accoglie con favore la presa di posizione anti-nuclearista dei consiglieri Pdl del comune di Viterbo Federici, Fattorini, Contardo e Moltoni, che denota un forte senso di responsabilità e di capacità critica nei confronti della volontà, ormai palese, di un ritorno al nucleare.
Concordiamo sull’antieconomicità del nucleare, in quanto i costi che l’Italia andrà a sostenere nei prossimi 15/20 anni (tempo entro il quale la prima centrale nucleare potrebbe entrare in funzione) sono enormi e non contribuiranno di certo ad abbassare il prezzo dell’energia elettrica per le famiglie e le imprese.
Oggi più che mai, il nostro Paese ha bisogno di investire sull’informazione e l’educazione al risparmio energetico, sull’efficienza e sulle fonti davvero pulite e sicure, nel rispetto delle nostre peculiarità ambientali e storiche dei nostri territori, tra i quali la nostra provincia, che già paga ampiamente il suo prezzo, come ben ricordato dai consiglieri comunali Pdl, con la centrale a carbone di Torre Valdadiga e ad idrocarburi di Montalto di Castro, e che fa proprio delle sue bellezze architettoniche, storiche e abientali, dell’eccellenza dei suoi prodotti agricoli e della tradizione lasciata in eredità, la fisionomia fondante, da difendere e tramandare alle generazioni future.
Vogliamo ribadire ancora una volta, con forza, che il nucleare costa troppo e non dà ne indipendenza ne sicurezza energetica; l’uranio è una risorsa in esurimento entro qualche decennio, forse anche prima del carbone e del petrolio; le centrali nucleari costituiscono dei cosiddetti “obiettivi sensibili” sul territorio che richiedono la preventiva militarizzazione; infine e soprattutto il nucleare è un rischio ambientale e per la salute.
Il rischio sanitario è altissimo, le centrali nucleari sono pericolose anche quando non ci sono incidenti, studi condotti in Francia, Inghilterra e Germania, dimostrano che nelle zone limitrofe ad un centrale sono presenti elevati livelli di radioattività e questo determina gravi malattie nella popolazione.
Studi dell’Università di Magonza e dell’Università di Brema in Germania, condotti sui 16 impianti tedeschi ad oggi operativi, dimostrano che nelle vicinanze degli impianti esiste un’elevato rischio di contrarre una leucemia nei minori di dieci anni.
Siamo pertanto meravigliati come un oncologo di fama internazionale come Veronesi, oggi a capo dell’Agenzia per la Sicurezza Nucleare, possa avallare il ritorno al nucleare, affermando in più sedi che il nucleare è sicuro.
Auspichiamo maggiore consapevolezza da parte di chi ha responsabilità politica in tal senso, vorremmo che gli ingenti impegni finanziari venissero impiegati per favorire il ricorso ad energie alternative; chiediamo che non vengano ridotti appunto gli incentivi statali per il 2011 a favore della realizzazione di impianti fotovoltaici.
Chiediamo che vengano abbreviati i tempi e la burocrazia per il rilascio di autorizzazioni per gli impianti fotovolatici; chiediamo investimenti nel ciclo dei rifiuti che possa determinare un notevole risparmio energetico; chiediamo di non perdere altri 20 anni di tempo, oltre ai 23 anni già persi dal 1987 anno del referendum.
In altre parole siamo fermamente convinti che l’unica strada percorribile per non lasciare “un’eredità raddioattiva” alle generazioni future sia quella del rispamio, dell’efficienza e dello sviluppo delle fonti rinnovabili e pulite.
Roberto Tomassini
Fare verde Viterbo
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