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Riceviamo e pubblichiamo – Ho letto la lettera del signor Oreste Massolo e ho provato un senso di sconfitta. Una cosa è certa: il senso civico degli abitanti è fondamentale, ma le strade dovrebbero essere pulite da chi ha il dovere di fare tale lavoro.
Inoltre ritengo che non basti attaccare un foglio sui cassonetti, dove il cittadino viene informato di andare incontro al pagamento di salate sanzioni, in caso di abbandono di rifiuti ingombranti.
Sono necessari controlli frequenti da parte del Comune. Vicino ai cassonetti infondo alla via in cui abito, nonostante il timido foglietto, vi sono spesso mobili, seggiole, materassi e tanti altri oggetti di vario genere. Per non parlare poi dei gatti che pasteggiano con gli avanzi che fuoriescono dai sacchetti abbandonati per terra, tra un cassonetto e l’altro.
Se appoggiassimo la proposta del signor Massolo, daremmo un messaggio al Comune che andrebbe a nostro discapito, si sentirebbero autorizzati a lavarsene le mani tenendole ben pulite a dispetto delle strade. Insomma sono convinta che l’autogestione sia una tacita autorizzazione agli addetti ai lavori, a non rispettare i propri doveri.
Ricordiamoci che nelle tasse che paghiamo rientrano quelle della pulizia delle strade. Io avrei un’altra proposta da fare.
Riuniamoci a raccogliere tutto ciò che troviamo fuori dai cassonetti e depositiamolo davanti agli uffici comunali. Poi invitiamo il sindaco a riempirsi la vista e le narici. Come dice il proverbio “Se Maometto non va alla montagna, la montagna (in questo caso di rifiuti) va da Maometto (Marini).
Monica Angela Baiona
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