Riceviamo e pubblichiamo – Gentile redazione,
vi ringrazio per lo spazio che date a tutti i cittadini per poter esprimere le proprie opinioni su quello che accade nella nostra città.
In merito a via Signorelli, scrivo per rilevare l’ennesima “soluzione” che mette alla prova equilibri sociali decennali.
Equilibri viari sui quali vivono i cittadini, si organizzano i commercianti, si muovono i turisti e alcuni fanno investimenti.
È l’ennesimo provvedimento preso a “casaccio” che sembra tanto per dire “noi siamo quelli del fare….visto?” .
Fare-disfare = immobilismo che non combacia con progresso: quello che serve al futuro della città di Viterbo e a tutti i cittadini che la vivono.
L’intervento, seppur limitato, è l’ulteriore smacco preso ai danni dei cittadini tutti, in particolar modo dei residenti e dei commercianti che sperando nell’accordo preso qualche giorno fa dormivano sonni tranquilli pensando che non ci sarebbero stati più “danni” in questo periodo.
Questa scelta se letta con occhio critico e con una visione generale di tutte le altre modifiche “strategiche” ci fa capire che i nostri amministratori vogliono decentrare il centro.
Ogni anno si chiude un varco viario al centro città, ogni mese ci sono “modifiche e modifichette” che stravolgono il traffico.
Diventa sempre più difficile andare a fare compere, è sempre più difficile trovare parcheggio, è sempre più difficile tornare a casa ed è sempre più difficile organizzarsi.
Queste scelte illogiche di viabilità sono tutti ostacoli nuovi ed inutili, sono “sgambetti” fatti con “ingenuità” ai danni del centro che con l’approssimarsi del periodo natalizio viene isolato.
Se possibile vorrei sapere, pubblicamente, quale obiettivo si era posto l’amministratore con questo ultimo provvedimento che non modifica assolutamente la viabilità in uscita, bensì la rende impossibile in entrata… quindi?
Pertanto essendo verosimili le mie supposizioni sul decentramento dagli interventi a noi tutti fruitori del centro arriva un messaggio forte e costante “…ve ne dovete annà…”.
Questa non è un’esagerazione, è il messaggio che si è percepito da anni di interventi fatti a “casaccio” che non hanno mai generato soluzioni ma hanno sempre aggravato le difficoltà preesistenti.
Comunque, è anche da rilevare che in mezzo a tutto questo caos amministrativo, il cittadino è abbandonato in un’inquietante solitudine.
Lasciati alla deriva in ogni zona della città e da parte di tutte le forze politiche che spesso, presi dal gioco delle poltrone, si guardano bene dallo “scendere in campo” prendendo posizioni decise.
Paolo Cappelli
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